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Giovanni Giacalone

10 Maggio Mag 2016 10 maggio 2016

Sadiq Khan, primo passo falso

Il nuovo sindaco di Londra, Sadiq Khan, deve ancora iniziare a operare e parte già molto male con alcune controverse dichiarazioni sulla campagna elettorale americana, prendendo di mira il candidato repubblicano Donald Trump e lanciandosi personalmente in mezzo con la ben nota retorica del vittimismo che però poco lo riguarderebbe. Khan ha dichiarato al Time: “Voglio andare in America e confrontarmi con i sindaci americani. Se Donald Trump diventa presidente, in virtù della mia fede mi sarà impedito di andarci”. Khan si è detto fiducioso che la politica di Trump non vincerà in America. Non è ben chiaro per quale motivo a Khan dovrebbe essere proibito l’ingresso negli Stati Uniti, visto che le procedure di blacklisting riguardano esclusivamente elementi con legami al terrorismo internazionale o ritenuti pericolosi per la sicurezza nazionale, non certo per l’appartenenza religiosa. Un’evidente strumentalizzazione politico-ideologica da parte del neo-sindaco, a meno che non sono alcuni legami familiari con Makbool Javaid (ex marito della sorella), estremista islamico legato al famigerato gruppo “el-Mouhajiroon”, a preoccuparlo, oltre che alcune sue presenze a convegni con esponenti non proprio moderati dell’Islam britannico. Difficile dirlo. A volte ci si lascia “prendere” dalle cariche acquisite, solo che Khan ha dimenticato un piccolo particolare, è stato eletto sindaco di Londra, non premier del Regno Unito. Se dovesse vincere, Trump se ne farà una ragione, il signor Khan non vorrà incontrarlo.