Blog

Emilio Tomasini

14 Febbraio Feb 2018 14 febbraio 2018

La bolla del VIX

Sull'allegato "Economia" ha brillato ieri  l'articolo di Walter Riolfi del quale - scrive Guido Bellosta su LombardReport.com -  riportiamo titolo, occhiello e catenaccio consigliandone caldamente la lettura: " Volatilità, quei 2 mila miliardi di scommesse pericolose che potrebbero fermare la FED". Tanto valgono i fondi che hanno investito in derivati del Vix, l'indice della paura, e che ora sono in difficoltà. I subprime "saltati" nel 2008 valevano circa la metà. Ma se il nuovo governatore smettesse di alzare i tassi. In pratica il bravissimo Riolfi ricorda che la continua vendita di volatilità fatta per cifre eccezionali nello scorso trienno da gestori e speculatori USA, con guadagni che sembravano facili e molto  elevati, ha colpito duramente questi operatori tanto che in soli due giorni il Vix che avevano venduto allo scoperto è balzato del 300%. Le perdite sono  consistenti e tra i colpiti Riolfi ricorda Credit Suisse e Nomura. Ma questi sono solo i casi noti e non si sa  l'entità  delle scommesse fatte da centinaia di altre istituzioni. Quindi i rischi esistono. Se la situazione dovesse peggiorare, Riolfi avanza l'ipotesi che la Fed assista la borsa diminuendo gli aumenti dei tassi previsti per il 2018. Rimane, commentiamo noi, una sola  triste certezza- scrive Guido Bellosta su LombardReport.com - tutti guadagni del 2018 sono mediamente, scomparsi. La cautela che ha caratterizzato da tempo il lombardreport.com era ben giustificata. Quasi in ogni articolo ricordavamo i rischi dell'eccessiva sicurezze degli investitori sui continui rialzi della borsa e della enorme entità dei margin calls. Tutto  questo ( e peggio!) rispetto a quanto già visto nel 2000 e nel 2007. Ricordiamo che in borsa non ci sono pasti gratis. NESSUNO sa cosa potrà accadere. Ripetiamo che il comportamento dei singoli nostri amici investitori dipende dalla loro propensione al rischio. Il portafoglio del lombadreport.com ha visto diminuire drasticamente il numero dei titoli presenti perché sono scattati gli STOP LOSS. Chi ha resistito ricorda che l'economia mondiale sta crescendo e che una caduta in borsa era attesa da un mese. Perfino Goldman Sachs ne aveva parlato poche settimane fa. Ricordando che il mercato necessitava di smaltire un colossale ipercomprato. Fa piacere - conclude Guido Bellosta su LombardReport.com - che dietro alla borsa USA ci sia una Fed sempre attenta a non farla (nei limiti del possibile) crollare in quanto una caduta di Wall Street incide sul PIL. Riolfi ricorda che Goldman Sachs ha scritto che una caduta del 20% riduce il PIL dell'1,1%. E che Trump vuole smuovere l'economia con una colossale operazione sulle vecchie infrastrutture. Fortunati loro che non hanno i vincoli dell'UE. Clicca qui per leggere FREE 3 GIORNI LombardReport.com https://www.lombardreport.com/registrazione/