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Michel Dessi

2 Ottobre Ott 2018 02 ottobre 2018

Riace, il sindaco agli arresti. Avevamo ragione.

“Io sono un fuorilegge, sono un fuorilegge..”  diceva al telefono Mimmo Lucano, il “re” dell’accoglienza, prima di essere arrestato. Il sindaco, fino a ieri, famoso in tutto il mondo per il suo “modello Riace”. Un modello che non ha funzionato a lungo. Che si è inceppato.  Noi lo avevamo detto. Scritto. Più volte. Oggi è arrivata la conferma dalla Guardi di Finanza di Locri che ha arrestato il sindaco con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti. Una indagine dettagliata, avviata dal procuratore di Locri un anno e mezzo fa. A quanto pare non ci siamo sbagliati! Avevamo ragione.  I “compagni” lo difendono e accusano la magistratura. Parlano di un complotto. E annunciano proteste. Inutili. Come sono stati inutili gli appelli di Saviano, il paladino della giustizia. Da sempre al fianco del sindaco. Cosa dirà?  Troppe le ombre, troppe le anomalie. Il sindaco era pronto a tutto pur di tenere gli immigrati senza diritto a Riace, nel piccolo borgo jonico reggino. Combinava matrimoni tra migranti e italiani. A dimostrarlo le intercettazioni.  “… se ne deve andare, se ha avuto per tre volte il diniego … ecco perché non lo rinnovano più. Ti spiego dal punto di vista dei documenti lei non può stare … lei non ha diritto di stare in Italia, se la vedono i carabinieri la rinchiudono … perché non ha i documenti, non ha niente …ovviamente le possibilità che ha a Riace di non avere problemi sono più alte, si confonde in mezzo a tutti, però lei i documenti difficilmente ce li avrà... io la carta d’identità gliela faccio … io sono un fuorilegge, sono un fuorilegge, perché per fare la carta d’identità io dovrei avere un permesso di soggiorno in corso di validità … in più lei deve dimostrare che abita a Riace, che ha una dimora a Riace, allora io dico così, non mando neanche i vigili, mi assumo io la responsabilità e gli dico va bene, sono responsabile dei vigili… la carta d’identità tre fotografie, all’ufficio anagrafe, la iscriviamo subito …” E poi, il sindaco “fuori legge” che invoca l’anarchia diceva: “sai qual è secondo me l’unica strada percorribile, volendo spremere le meningi, che lei si sposa! come ha fatto Stella … Stella si è sposata con Nazareno, io sono responsabile dell’ufficio anagrafe, il matrimonio te lo faccio immediatamente … con un cittadino italiano … guarda come funziona Daniela, se lei … però dobbiamo trovare un uomo che è libero come stato civile … divorziato si...”   E questa è solo una piccola parte. Sì, perché le carenze, le criticità accertate erano tante. Tutte individuate in diverse e scrupolose ispezioni. Da noi pubblicate nel dettaglio in tempi non sospetti. Come gli strani affidamenti diretti da parte del sindaco a specifici enti gestori senza aver mai indetto una gara pubblica, alla quale avrebbero potuto partecipare anche altre associazioni e cooperative diverse da quelle scelte direttamente dal primo cittadino. Le spese senza "pezze d'appoggio", o con giustificazioni poco chiare o raddoppiate. I rimborsi sospetti, la mancanza di contratti e i malumori dei migranti. Tutte contestazioni dettagliate, che hanno portato di recente il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione a prendere una decisone drastica: declassare lo SPRAR di Riace, e oggi la guardia di finanza ad arrestare il sindaco. Il re senza corona e senza scettro. Senza regno.