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Andrea Pasini

12 Febbraio Feb 2018 12 giorni fa

Dalle Foibe al Carabiniere aggredito, la follia dell'antifascismo non conosce limiti

Un sabato (anti) italiano. Pensate. Risulta sempre curioso osservare "pacifici" manifestanti, così come vengono descritti dai media coccola centri (a)sociali, muoversi con bastoni, passamontagna e cieca violenza contro i Carabinieri, in tenuta antisommossa, lo scorso fine settimana in quel di Piacenza. Indisturbati difensori del globalismo marciano tra le strade d'Italia, figli di un culto politico che vuole annientare questo Paese facendolo bruciare tra le fiamme del politicamente corretto. Il tutto mentre un difensore dello Stato, un brigadiere appartenente all'Arma dei Carabinieri, viene abbandonato al suo destino fatto di calci e pugni elargiti, senza parsimonia, dagli antifascisti che hanno sfilato per le vie de la Primogenita. Con quale motivazione? Per protestare contro l'apertura, avvenuta sabato 3 febbraio, della sede cittadina di CasaPound. Rossi, ma di vergogna. Immagini planate in mondovisione, che rimbalzano da un lato all'altro del globo, e mostrano una Nazione senza polso, allo sbando, che lascia un suo indefesso servitore nelle mani dei traditori della Patria. E lo lascia, abbandonando ognuno di noi, davanti ad un destino nefasto con 40 giorni di prognosi ed una spalla fratturata. Con la consapevolezza di aver assistito ad una tragedia, fortunatamente, sfiorata. Altrettanto curioso è vedere in azione, sempre loro gli antifascisti della porta accanto, a Torino armati, pacificamente sia chiaro, di sassi, bottiglie e chi più ne ha più ne metta da scagliare contro gli agenti di Polizia. La sinistra, nel frattempo, non prende le distanze, canta "ma che belle le Foibe da Trieste in giù", proprio nel giorno del ricordo dei Martiri italiani infoibati dall'odio comunista. Impuniti ed arroganti, si vogliono fregiare del diritto di elargire patenti di democrazia, quando sono loro ad essere gli unici non democratici all'interno del panorama politico. Oppure, continuando a scavare nell'ambito delle curiosità, fa sorridere sentire i paladini di pace e di solidarietà, nella manifestazione di Macerata gremita di "indignati", forse senza specchi in casa per osservare attentamente l'unica indegnità di questa Italia, pronti a ribellarsi contro Fascismo e razzismo, ma sempre propensi a lanciare un canto, quello citato nello scorso paragrafo, per irridere una pagina nera del panorama storico tricolore. Chi è ammantato dalla vergogna scagli la prima pietra. Le pietre dei cortei antifascisti. Una situazione rivoltante, che non sarebbe dovuta accadere. Perché, per chi se lo fosse dimenticato, il dramma delle Foibe colpì centinaia di migliaia, tra morti ed esuli, macchiando indelebilmente le pagine di quei giorni. Un fardello che il 10 febbraio viene ricordato, nel 2004 venne istituita la Giornata del ricordo, ma che trova il modo di dividere e far indignare la sinistra. Sinistra che sputa sulla bandiera tracciando una linea sottile di divisione tra defunti di serie A e defunti di serie B. Negli occhi i nostri connazionali fuggiti dall'Istria, dalla Dalmazia e da Fiume che lasciarono alle loro spalle la vita, per cercarne un'altra. Tutto per mano e volontà del Maresciallo Tito. L'Italia non li volle, rifiutò quei suoi figli per un netto contrasto con la propria coscienza. Una diaspora da quelle terre verso il mondo. Con l'accusa di essere semplicemente italiani. Stiamo assistendo ad una strumentale paura del ritorno del Fascismo. Fenomeno politico morto 70 anni fa, ma che per mascherare le malefatte della sinistra viene mantenuto in vita artificiosamente. Quindi se il Fascismo è morto, perché si continua a parlare di un suo possibile nuovo avvento? Per mascherare l'inettitudine della politiche attuale. Perché la sinistra mette sotto accusa movimenti come Forza Nuova o CasaPound? Ricordiamolo ai democratici, forze politiche presenti in cabina elettorale. Forze politiche, sopratutto CasaPound, che raccolgono voti e consensi e che potrebbero, se sostenute concretamente dagli elettori, sedere in Parlamento? La risposta è molto semplice. Il Fascismo rappresenta, da esattamente 73 anni, la coperta di Linus delle sinistre. Trapunta che serve a mascherare la mancanza di progettualità politica, di argomenti, di interessi nazionali. I "democratici" non vogliono che si parli dell'assenza di risposte concrete, date agli italiani, durante l'ultima legislatura. La peggiore di sempre. Nulla di fatto sia per quanto riguarda l’immigrazione che per la povertà. Ma non finisce qui, basta osservare il sistema della banche e le migliori imprese tricolori svendute ad acquirenti esteri. Aldilà delle rispettive posizioni ideologiche è inquietante che si continui a parlare di Fascismo. E questo solo per il fatto che un delinquente, Luca Traini, ha scatenato in quel di Macerata la sua rabbia contro inermi vittime. L'assurdità è queste accuse vengono utilizzate per mascherare l'orrendo omicidio di Pamela Mastropietro, assassinata barbaramente da un gruppo di nigeriani dediti allo spaccio ed al voodoo. Dobbiamo dire basta a queste strumentalizzazioni, rivolgere lo sguardo al 2018 e indicare i colpevoli del folle business dell'immigrazione. Il rischio tangibile non è il ritorno delle camice nere o del razzismo. Il vero pericolo sta nella diffusione della paura, veicolo portato in grembo da una sinistra resasi conto che, questa volta, potrebbe perdere gran parte del suo consenso elettorale. www.Ilgiornale.it