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Andrea Pasini

19 Marzo Mar 2017 6 giorni fa

Sparare a chi entra in casa tua per rubare deve essere un diritto, ma la politica continua solo a chiacchierare

Entri in casa mia, nel cuore della notte, per rubare i miei averi e mettere in pericolo la mia famiglia. Sei tutelato da una classe politica che ha deciso di congelare, in commissione, una legge efficace sulla Legittima Difesa. Nel mentre sono 740 le aggressioni, in abitazioni ed attività commerciali, che ogni giorno si registrano lungo lo stivale. Senza considerare quelle che non vengono denunciate, per la scarsità di fiducia nelle istituzioni da parte dei nostri connazionali. Ma torniamo all'origine. Se apro gli occhi quando la luna è piena in cielo e sento un rumore al piano inferiore sono legittimato, dalla natura, dalla tradizione, dallo spirito di autoconservazione, dall'onore, dal destino e da me stesso ad impugnare un'arma per fare fuoco contro chi sta violando la mia proprietà. Attenti al padrone. Mario Cattaneo, il ristoratore di Lodi, è l'esempio di quello che un capofamiglia deve essere nel momento del pericolo. Il suo gomito livido e dolorante testimonia quegli attimi di panico. La sua freddezza racconta di una famiglia sana e salva che oggi può affrontare le telecamere e raccontare la propria storia. Meglio un brutto processo che un bel funerale. Con buona pace dei buonismi da latte alle ginocchia. "Io non volevo mollare il fucile perché sapevo che c'era ancora un colpo e il malvivente poteva usarlo contro di me. La mia paura più grande era che salissero le scale dove c'erano i miei nipotini, quello che mi aveva afferrato cercava di strapparmi l'arma, io sono incespicato, è partito il colpo". Un dono, un sacrificio verso i suoi nipoti, mettendo a rischio la propria incolumità. Non ci sarebbe neanche da fare il processo, non ci sarebbe neanche da sprecare inchiostro sui giornali, non ci sarebbe neanche da stancare le mandibole parlandone, ci sarebbe solamente da fare un plauso al cuoco Mario per aver eliminato quella che poteva diventare una serpe in seno ad ognuno di noi. "E così si arriva al paradosso che la vittima diventa vittima due volte e, certe volte, paga anche con il carcere. Oltre a rimetterci il fegato e i risparmi di una vita. Insopportabile. Vergognoso. Il commerciante di Lodi ha un socio al 50%, lo Stato italiano, che incassava vorace la metà delle entrate della bottega senza far niente per proteggere l'attività dalla quale mangia anche lui. Bello schifo". Queste le parole di Roberto Poletti sulle colonne di Libero. Ebbene sì, lo Stato percepisce e resta muto, ma ora deve dare un segnale, un segnale forte. Partiamo dalla certezza della pena. Niente sconti, nessuna esitazione. In galera e buttare la chiave, davanti a uomini che conoscono solo l'efferatezza dei loro reati il manganello è l'unico strumento che deve essere utilizzato. Le Forze dell'Ordine ci mettono tutto l'impegno del mondo, come del resto la Magistratura, ma non esistono leggi certe. Tutto resta nel purgatorio, in un limbo che lascia ogni cosa inalterata, mantenendo tutto a metà. Le sfumature non devono esistere, non bisogna lasciare spazio ai dubbi, alle incertezze, la galera è la soluzione finale. Fine pena mai. La Legittima Difesa non è materia giuridica, ma realtà. Difendere i propri affetti è la legge dell'Altissimo non degli uomini. Tutto quello che abbiamo guadagnato con il sudore della fronte, con l'onestà ed il sacrificio dev'essere tutelato a qualunque costo. Ogni mezzo è concesso. Mors tua vita mea. E' la moral majority angloamericana, la maggioranza silenziosa latina, il mondo conservatore, cattolico, anti-progressista, tradizionalista, radicato naturaliter in luoghi, usi e principi ereditati. E' 'la trascurabile maggioranza' di cui parlava Ennio Flaiano, quella che tra le coppie di fatto e le famiglie assegna la precedenza alle famiglie; tra gli immigrati e i connazionali ritiene che vengano prima i connazionali; che tra parlamentarismo e presidenzialismo preferisce quest'ultimo perché diretto e decisionista; che tra partiti e leader preferisce i leader; che tra linea morbida (o permissiva) e linea dura (o repressiva) preferisce la linea dura". Marcello Veneziani nel volume Comunitari o liberal - La prossima alternativa? ci ha perfettamente descritti. Siamo noi, l'italiano medio, quello che vive con il cuore di velluto ed il pugno di ferro in tasca. Vogliamo delle decisioni chiare, nette e limpide. La stanchezza di sterili chiacchiere ci ha portato davanti al terrore di un grilletto. Diventare carne da macello o giustizieri? Sfideremo il carcere in questa battaglia, perché tutelarci è un diritto ed un dovere inalienabile. Per questo motivo ogni volta che affrontiamo certi tipi di discorsi torniamo davanti alla politica. Ogni cittadino nella sua proprietà deve potersi proteggere con ogni mezzo, senza l'ansia e l'angoscia di dover essere processato se è costretto a sparare per difendersi. Ed uccidere se necessario. I partiti, dal Partito Democratico ai 5 Stelle fino ad arrivare a Forza Italia, devono smetterla di farsi propaganda sulla pelle dei cittadini e prendere in mano i propri attributi per fare una scelta inequivocabile. Salvaguardarsi non è reato. Ottenere visibilità e fare clamore alle spalle degli italiani è un atto vile, vergognoso, per questo motivo servono uomini veri, politici veri, capaci di affrontare codesta situazione che da troppi anni ci trasciniamo appresso, come un mal di pancia figlio del lassismo. Guardando negli occhi i vostri figli, le future generazioni, un popolo intero vi chiede di mettere mano alla legge sulla Legittima Difesa. Sacrosanta. Incontestabile volontà di una nazione che è stanca di subire lo stupro della propria terra, dei propri averi e delle proprie famiglie senza poter muover un muscolo. Per questo dobbiamo disobbedire, rispondere solo a noi stessi, una disobbedienza civile perché se la politica non ha coraggio saremo noi a mostrarglielo, ad insegnarglielo proprio come tramandano, dall'alba dei tempi, i romani. http://www.ilgiornale.it%20www.ilfattoquotidiano.it www.andreapasinitrezzano.it www.giornalettismo.it