Blog

Andrea Pasini

12 Marzo Mar 2018 12 marzo 2018

Un paese distrutto grazie ai padri comunisti che sostengono sempre i figli degli altri dimenticandosi dei propri

Dostoevskij disse: "La bellezza salverà il mondo". Non l'ho mai fatto in maniera così esplicita, ma è venuto il momento di difendere a spada tratta la Patria la mia Patria. Ho parlato di svariati argomenti sempre a difesa del bello e contro la volgarità. Molti mi hanno criticato, perché mi capita di esprimermi in maniera diretta ed anche dura alle volte ma sincera. Di questo non mi scuso, anzi ne vado profondamente fiero e continuerò a percorrere questa strada che per me rappresenta una medaglia da appuntarmi sul petto. Il tutto con grande orgoglio. Ho sempre scritto delle mie credenze e per esaltare i lati positivi della nostra Nazione, combattendo l'ignoranza e la falsità dei poteri forti. Lottiamo per liberare il mondo dalla disarmonia. Perché la magnificenza ci avvicina a Dio invece l'arroganza al diavolo. Ma la bellezza esiste o non esiste? Impossibile scappare davanti all'avvenenza, noi siamo stati educati da un mondo cristiano per cui le chiese, i monumenti ed i campanili ci dicono che questa è la nostra civiltà. Il cristianesimo, prima di essere una fede è cultura è civilizzazione. Una civiltà di cui dobbiamo andare orgogliosi. Perché parlo di famiglia e di Patria? Perché essendo italiano, italiano e cristiano, trovo nei monumenti della mia storia quanto di più caro appartiene al lascito dei miei avi. C'è bisogno di un ritorno all'educazione famigliare, del rapporto tra padre e figlio. In un tramando di idee ed ideali che hanno reso, nei millenni, inscalfibile l'Italia. Non voglio scontrarmi con nessuno, il dialogo è la via principale verso la risurrezione. Non giudico le culture altrui, ma sono devoto a quella dei miei padri, dei miei avi. E non permetterò a nessuno di infangarla . La Patria è un concetto assoluto, che i giovani hanno disimparato ad evocare ed amare. Patria vuol dire avere una madre comune, una radice capace di far affiorare un sentire lontano, ma indistruttibile. E da qui passiamo verso la famiglia. In qualità di padre è mio compito aiutare, prima di ogni altra persona, mio figlio o i miei figli e devo farlo con tutte le forze. Se, improvvisamente, mi accorgessi che c'è il figlio di un'altra persona, giunto da noi dalla parte opposta del globo, che crede in un’altra religione e risultasse in difficoltà è mio compito, da buon samaritano, tendergli la mano in segno di aiuto. Proprio partendo da questo principio dobbiamo cercare le ragioni per difendere la nostra Patria. L'Italia va difesa non contro qualcuno, ma purché esista. Perché se io da padre abbandono i miei figli, li trascuro, e corro in soccorso dei figli di altri quest'ultimi l'avranno vinta ed il sangue del mio sangue cadrà in disgrazia. Il concetto è molto semplice. Quando i partiti, i cosiddetti populisti, ci invitano a resistere davanti all'arrivo di centinaia di migliaia di profughi, non lo fanno perché sono nemici, ma perché dobbiamo pensare innanzitutto ai nostri connazionali, dimenticati e calpestati da una serie di Governi proni a Bruxelles. Patria e padre sono la stessa cosa. I nostri figli sono la cosa più importante per questa Nazione. Dovrà pensarci il padre, innanzitutto, e dovrà essere assorbito nella salvaguardia della sua progenie. Se io non proteggo i miei figli non avrò dinastia, non ci sarà conseguenza di quello che la mia stirpe ha fatto nei secoli. Se io non proteggo i miei figli non avrò Patria e se non avrò Patria non avrò nulla per cui vivere, nulla per cui combattere, nulla in cui credere. Non dobbiamo farci più inghiottire dalle sciocchezze della sinistra che racconta solo bufale immigrazioniste. Capace di difendere e tutelare chiunque l'importante che non sia italiano. Vi lascio citando Socrate: "Non dalle ricchezze, ma dalle virtù nasce la bellezza". I nostri discendenti la virtù più lucente del tricolore. www.IlGiornale.it