Blog

Andrea Pasini

11 Luglio Lug 2018 11 luglio 2018

Via dall’Euro subito: Matteo Salvini traghetta lo stivale lontano dall’Unione monetaria e salverai l’Italia.

Non bisogna avere paura di dire che abbiamo un nemico in tasca che da 16 anni mina il nostro avvenire. Quel nemico ha un nome neutro, perfido, ma a tratti rassicurante. Quel nemico si chiama Euro. Danaro contante nel nostro, sempre più, pallido portafoglio. In tre lustri abbiamo visto la quinta economia al mondo sprofondare senza soluzione di continuità all'ottavo posto. Non voglio soffermarmi sulle graduatorie, eppure i numeri disegnano alla perfezione la melma nella quale oggi ci troviamo a sguazzare. Nella nebbia di questi anni, lo ribadisco la battaglia di sovranità monetaria deve essere ai vertici dell'agenda politica di chi vuole riscattare la Nazione, poche voci si sono stagliate all'orizzonte. Il tema è delicato. Anzi delicatissimo. Il caso Savona ha rischiato di spezzare l'esecutivo ancor prima di vedere la luce. In pochi hanno avuto il coraggio di parlare chiaro, in pochi hanno avuto il coraggio di lanciare un messaggio univoco. Il primo punto di un programma politico serio e che voglia veramente ip bene del paese resta l'uscita dall'Euro ed il ritorno ad una moneta sovrana; la sovranità di bilancio cosicché lo stato possa fare investimenti in deficit produttivi; rimettere la nostra banca centrale sotto il controllo del ministero delle Finanze e farle stampare moneta che ci renderà liberi dalla schiavitù. Una nazione sovrana, padrona del proprio destino che va oltre ad una filosofia fatta di coperture dettate dal sistema eurocratico: questo è quello che propongo.La Lega guidata dal Ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha un compito cruciale in questo frangente: uscire dall'Euro. Guardare agli esempi di USA, Giappone, Russia, Cina, Gran Bretagna, Norvegia e Canada si può ed è doveroso. Sarà la battaglia della sopravvivenza. Senza mezze misure. Oggi più che mai serve riscoprire valori identitari che partono da una base ideologica, però assimilata al superamento degli steccati dottrinari odierni, in modo da creare delle fondamenta, politiche, inscalfibili. In questo caso ci vengono in aiuto le ricerche del premio Nobel per l'Economia lo statunitense Joseph Stiglitz. I suoi precetti sono riassunti in un articolo, al solito puntuale e preciso, redatto alcuni giorni fa da Magdi Cristiano Allam. Per lo studioso l'Italia deve uscire, or ora, dall'Euro in modo da avere "benefici" che "sarebbero evidenti e notevoli". Per questo lancio un ulteriore appello a Matteo Salvini: Caro Matteo porta lo stivale più lontano possibile dall'Unione monetaria. E se lo farai governerai, per davvero, 30 anni questo Paese. Ed io te lo auguro e me lo auguro con tutto il cuore. Alla faccia dei politologi ben pensanti.Nello specifico il politologo americano professa che: "L'Euro è stato difettoso fin dalla sua origine. Per paesi come l'Italia, l’euro ha tolto due meccanismi fondamentali di aggiustamento: il controllo sui tassi di interesse e il tasso di cambio. E al posto di sostituire questi meccanismi con qualcos'altro, l’euro ha introdotto rigidi parametri sul debito e sul deficit, cioè ulteriori impedimenti alla ripresa economica. Il risultato per l'intera Eurozona è stato quello di una minore crescita, soprattutto per i paesi più deboli". Per poi aggiungere: "Le spaccature che ne sono risultate hanno reso più difficile risolvere anche gli altri problemi, e in particolare la crisi dell’immigrazione, sulla quale le regole europee impongono un peso eccessivo ai paesi di frontiera che ricevono i migranti, come la Grecia e l'Italia". Risulta tutto, maledettamente, collegato. Euro, immigrazione e lavoro. Siamo in una scatola tramutatasi in una trappola. Stagione politica dopo politica questo congegno si restringe, togliendo fiato alle nostre industrie, fiato allo Stato sociale, fiato alle partita iva e fiato ai giovani lavoratori. Ma per contro arricchisce cooperative, lavoro nero e speculazioni finanziarie. Il tutto mentre i nostri lavoratori vengono messi in competizione con chi proviene dal Bangladesh. Gli immigrati lavorano per una manciata d'Euro al giorno e non conoscono previdenza ed assicurazioni dal punto di vista sociale.Inoltre Stiglitz ci dice che : "In assenza di riforme significative, i benefici di un'uscita dell’Italia dall'Euro sarebbero evidenti e notevoli. Un tasso di cambio più basso permetterebbe all'Italia di esportare di più. I consumatori cambierebbero i prodotti di importazione con prodotti made-in-Italy. I turisti troverebbero il paese più conveniente come destinazione". Un primo nodo cruciale da cui partire. Guardare al territorio per tornare ad alzare la testa. Andiamo avanti: "Tutto questo stimolerebbe la domanda e aumenterebbe il gettito fiscale di cui il governo può disporre. La crescita aumenterebbe, i livelli di disoccupazione dell’Italia (all'11,2%, con il 33,1% di disoccupazione giovanile) scenderebbero". Capito come? L'economista di Gary, comune nello Stato dell'Indiana, in un'intervista sulle colonne de Il Sole 24 Ore ha corretto il tiro, ma i dubbi rimangono e non sono pochi: "Le riforme strutturali sono necessarie. Ovviamente dipende da quali, ma lo sono. Però richiedono molto tempo e non risolvono i problemi nell'immediato. Anzi, possono anche pesare sulla crescita economica nel breve periodo. L'Italia ha fatto molte riforme, ma non hanno portato per ora grandi benefici tangibili dal punto di vista della crescita". Ed è questo il punto fondamentale. Stiamo riformando il nulla perché il meccanismo che pende sopra le nostre testa rimane immutato. "Questa non è dunque la risposta per cambiare la situazione nel breve periodo. Ciò che andrebbe riformato strutturalmente, invece, è l'Eurozona". Ora o mai più. "Se non si arriva a un minimo di condivisione dei rischi, l'Unione monetaria non può sopravvivere. La Germania deve capirlo. La domanda dunque è: c’è la volontà di far sopravvivere il progetto europeo?". Siamo schiacciati tra gli ingranaggi alla Charlie Chaplin nella pellicola Tempi moderni. Non resta che congedarci citando un altro statunitense, poeta e scrittore di fama mondiale. Ingiustamente recluso nella prigione della memoria per via della sua vicinanza al Fascismo. Parlo di Ezra Pound. All'interno de I Cantos vergò queste parole, monito nella nostra lotta contro la moneta unica: "Con usura nessuno ha una solida casa/ di pietra squadrata e liscia/ per istoriarne la facciata usura soffoca il figlio nel ventre/ arresta il giovane amante/ cede il letto a vecchi decrepiti/ si frappone tra giovani sposi. Contro natura/ A Eleusi han portato puttane carogne crapulano/ ospiti d'usura". Contro il precariato, la disoccupazione, il futuro negato ai nostri figli non resta che armare le idee contro l'infame moneta chiamata Euro. www.IlGiornale.it