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Luigi Iannone

11 Agosto Ago 2017 8 giorni fa

Quei neri degli antichi romani

In un cartone animato mandato in onda qualche anno fa dalla Bbc, si vede rappresentato un centurione romano dalla pelle nera, con la moglie bianca e i figli mulatti. Probabilmente un soldato di stanza sul Vallo di Adriano. Le polemiche scaturite da quell’immagine riprendono a fare il giro del web solo in questi ultimi mesi e, tuttavia, nessuno si sofferma su questo strano e curioso salto temporale. Nessuno si chiede il motivo per il quale, solo ora, si amplifichino commenti fatti da fantomatici difensori della ‘razza bianca’ i quali predicavano (e predicano) inaccessibili teorie sulla purezza. Eppure è un giochetto subdolo ma scoperto, che i democratici di tutte le risme ripropongono in ogni occasione. Dovrebbe esser chiaro a tutti come funziona il mercato delle idee orwelliane. E invece no, tutto riparte come nella più classica delle giostre. Infatti, fiutato il magnifico assist, il carrozzone buonista si è messo in moto sparando la solita raffica di sermoni sull’intolleranza, la xenofobia e il razzismo. Sermoni condivisibili nei contenuti, ma se attentamente analizzati, non privi di quella vomitevole carica di ecumenismo demagogico che sempre nasconde fini politici contingenti. Per tale motivo, inviterei il lettore a fare un passo ulteriore. A lasciar perdere polemiche trite e ritrite per andar al nocciolo della questione perché, nonostante si tenti (giustamente) di ricordare che l’impero romano si articolò al suo interno attraverso una società meticcia (e trattandosi di impero non poteva essere altrimenti!), lo scopo recondito, capzioso e furbetto, appare un altro; e cioè, la implicita difesa degli attuali flussi migratori. Uno scopo che si disvela man mano che si procede nella lettura dei vari approfondimenti giornalistici. Mettere alla berlina commenti dal chiaro sapore razzista è solo indispensabile premessa per assecondare tutta una serie di puntelli ideologici al fenomeno migratorio. Lo schema resta infatti quello di sempre: indebolire della carica destabilizzatrice in ambito sociale, economico e identitario questo travaso di milioni e milioni di uomini dall’Africa all’Europa, facendo poi passare gli oppositori di una simile ipotesi come potenziali razzisti.