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Elena Barassi

19 Maggio Mag 2017 7 giorni fa

In Costiera Amalfitana tutta la magia di un monastero

[gallery ids="1260,1264,1263,1261,1262,1259,1258,1257,1256"]           Un angolo di paradiso incastonato nella costiera amalfitana dove l’aria profuma di pregiate femminelle d’Amalfi, i più preziosi limoni di questo luogo, e dove la natura non ha bisogno di altre scenografie. All’interno di questo antico convento affacciato a picco sul mare di Conca dei Marini, tra Amalfi e Positano, un sottofondo di canti gregoriani e i rintocchi leggeri di una campanella. Un luogo incantato a picco sul mare E’ la magia del Monastero Santa Rosa, un tempo appartenente alle suore dominicane di clausura oggi un boutique hotel dove si ritrova il lusso prezioso di sentirsi a casa, di lasciarsi andare alle sensazioni più vive e più semplici. I profumi delle essenze mediterranee, la visione spettacolare di un angolo di costa che non ha bisogno di null’altro, il rumore leggero delle onde del mare che si infrangono sulle rocce poco più sotto. Nessun sfarzo, niente opulenza qui nella dimora di  lady Bianca Sharma, americana del South Carolina innamorata a prima vista di questo antico edificio sospeso nel nulla. Affida il restauro curatissimo ad abili artigiani locali riuscendo a non intaccare in alcun modo lo spirito mistico del luogo ma anzi accentuandone la sua bellezza intrinseca. Ed ecco i grandi soffitti a volta, il refettorio, i confessionali inframmezzati qua e là da moderni oggetti di design. Solo 12 camere e 8 suite, tutte affacciate sul mare, ricavate dalle celle delle monache e successivamente ampliate che portano il nome delle piante officinali coltivate nei giardini terrazzati e nel grande orto della dimora. Uno charme soffuso di profumati lini dalle calde nuances e oggetti d’antiquariato scovati da Bianca nei suoi viaggi in giro per l’Italia ma anche appartenenti al monastero stesso. Le sfogliatelle delle suore e i profumi dell’orto Il risveglio è dolce qui al relais. Un profumo inebriante pervade ogni angolo fin dal mattino ed è solo un preludio alle dolci note delle famose sfogliatelle Santa Rosa, preparate oggi come un tempo su ricetta originale delle laboriose suore di clausura. In cucina tocchi sapienti e raffinati che affondano le radici su prodotti di un territorio che è un’esplosione di sapori e colori. Christoph Bob, il teutonico chef un  tempo braccio destro di Heinz Back, lavora con leggerezza le eccellenze locali perché anche il pranzo sia un’esperienza unica. Le primizie e le piante aromatiche dell’orto biologico del resort, le alici e il tonno di Cetara, i migliori cetacei e crostacei del Golfo di Salerno, la pasta di Gragnano, i formaggi artigianali, le carni del Monti Lattari, il fruttato olio del territorio sono solo alcuni degli ingredienti di una tavolozza di piatti intensi e vivaci che risvegliano i sensi e sanno emozionare. Nel Giardino del Benessere cullati dalla brezza del mare Qua e là nel giardino piccoli luoghi di pace dove sedersi, ascoltare il mare, perdersi nei propri pensieri. Guest star d’eccezione la piscina a sfioro modellata a mano e a sbalzo sul mare. Basta un tuffo per accorgersi del suo fondo ondulato che crea un tutt'uno con la roccia sottostante e dei mille quarzi colorati che riflettono i raggi del sole. Da qui solo due passi per immergersi nel relax della Spa, uno dei luoghi più affascinanti del resort che sorge là all’interno della rupe, dove un tempo vi erano le cantine del convento. Uno spazio quasi strappato alla roccia in cui l’aria profuma delle fragranze dell’Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella, fondata nel 1612 dai domenicani fiorentini e tra le farmacie più antiche al mondo. Nel Giardino del Benessere, all’ombra della bouganville ci si lascia cullare dalla brezza del mare mentre sapienti mani eliminano come d’incanto ogni stress e preoccupazioni. Ed è un peccato dover ripartire! Prezzi a camera con prima colazione a partire da € 400. Info Monastero Santa Rosa, che accoglie gli ospiti a partire da 16 anni: www.monasterosantarosa.com Crediti: Monastero Santa Rosa, Elena Barassi di Elena Barassi @elenanibe