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Augusto Bassi

28 Marzo Mar 2018 28 marzo 2018

Commissario alle espulsioni

Ora che i fratelli della misericordia delle cooperative hanno visto arretrare i propri avamposti istituzionali, è bene che il primo governo utile nomini un Commissario straordinario alle espulsioni. L’espulsione dello straniero è una facoltà degli Stati sovrani e una riconquista della sovranità è per noi imperativa, vitale, perché senza sovranità non può esserci libertà. E libero è chi vuole ciò che deve. Sceglierei un militare, servirebbe un Montecuccoli del pattugliamento e delle fortificazioni di confine, ma accontentiamoci. Prerogative del ruolo saranno anche la supervisione delle politiche dei rimpatri e l’organizzazione dei campi dove verranno prese in esame le richieste di asilo. Per tutti i circa 500mila stranieri sans-papier già presenti sul suolo italiano - in alternativa al rimpatrio a spese dello Stato -  sarà possibile usufruire di asilo politico a tempo indeterminato entro i confini geografici del territorio nazionale esclusivamente fra le mura del patrimonio immobiliare della Chiesa cattolica - sedi vescovili, curie, seminari, conventi, oratori, scuole, asili, ospedali, case, appartamenti - come avveniva per i santuari medievali, e di un accesso al credito esclusivamente tramite i debitori insolventi privati di Mps e Popolare di Vicenza.