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Enrico Salvatori

1 Febbraio Feb 2018 23 giorni fa

Trump licenzia i "Verdi" che hanno impoverito gli USA

Martedì scorso, durante il suo primo discorso sullo stato dell’Unione, il presidente Trump si è vantato del suo aggressivo programma di deregolamentazione ambientale, spiegando che durante il suo mandato ha posto fine alla "guerra" contro l'energia e il carbone americano, visto che migliaia di lavoratori dell'industria carboniera hanno perso il lavoro per colpa del predecessore Obama, a causa della concorrenza da fonti energetiche a basso costo come il gas naturale e le energie rinnovabili. Per contrastare queste politiche sciagurate infatti The Donald, ad ottobre del 2017, ha firmato “una proposta di legge con l’obiettivo di abrogare il cosiddetto Clean Power Plan". Il Clean Power Plan (Piano di Energia Pulita), partendo dalla tesi catastrofista per cui l'inquinamento delle fabbriche stesse modificando il clima sulla terra, mirava a ridurre del 32% i livelli di anidride carbonica dell'industria energetica americana al di sotto dei livelli del 2005 entro il 2030. In realtà, questo piano, preteso dalla sinistra americana ed europea e propagandato da tutta la grande stampa anche in Italia, è stato partorito dall'EPA (Agenzia per la Protezione dell'Ambiente Statunitense) per distruggere l'industria del carbone e affermare il controllo sulla economia americana da parte dei democratici. Lo spiega bene Steve Milloy, celebre editorialista di Fox News, in un suo libro inchiesta intitolato "Scare Pollution", dove rivela la sconvolgente frode scientifica che si cela dietro la disciplina in materia di qualità dell'aria elaborata dall'EPA. Le norme dell'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente Statunitense fortemente volute da Obama infatti, per tentare di smantellare l'economia del carbone, si fondavano sulle false affermazioni che il particolato aerodisperso (polveri emesse da ciminiere e tubi di scarico o scappamento), fosse talmente tossico da determinare la mortalità quasi istantanea di 570.000 cittadini statunitensi all'anno. Per queste gravi affermazioni i responsabili dell'Agenzia nell'era Obamiana sono stati più volte chiamati a relazionare davanti al Congresso americano (anche attraverso citazioni in giudizio), ma nonostante le numerose richieste di divulgazione, l'EPA ha comunque continuato a tenere nascosti per più di vent'anni i suoi dati scientifici per evitare indagini rispetto alle sue dichiarazioni false e politicizzate. Ma questa non è solo la tesi del celebre editorialista di Fox News Steve Milloy. Sono a decine, i politici e gli scienziati -anche interni- che si sono distaccati dai programmi sciagurati dell'Agenzia che Trump sta radicalmente riformando. Primo fra tutti, l'ex presidente del comitato consultivo per la qualità dell'aria della stessa EPA Dr.George T.Wolff che ha avuto modo di dichiarare più volte a Fox News "Sono stato presidente del Comitato dei consulenti scientifici indipendenti, che aveva l'incarico di verificare le conclusioni dell'EPA le quali indicavano, negli USA, casi di mortalità dovuti alle polveri sottili aerodisperse, in concentrazioni normalmente presenti negli ambienti esterni. La maggior parte dei consulenti nutriva dubbi su tali conclusioni per svariati motivi ma, nonostante ciò, l'agenzia stabilì rigorosi standard per la qualità dell'aria quando persino gli scienziati che effettuarono i test di esposizione alle polveri sull'uomo non credevano alle conclusioni della stessa Agenzia". Ci è voluto quasi un decennio dunque, ma a questo punto possiamo finalmente dichiarare conclusa l'era Obamiana dei catastrofisti del clima. Un'epoca di "cultura ecologista" che avrebbe prodotto (se fosse sopravvissuta) -secondo uno studio della Camera di Commercio per gli afroamericani riportato dal quotidiano Townhall- una perdita di lavoro, in particolare nelle fabbriche della West Virginia, di 7 milioni di unità entro il 2035, con aumento del tasso di povertà all'interno della comunità afroamericana del 23 per cento. Ancora peggio sarebbe andata agli ispanici, che avrebbero registrato, sempre secondo lo stesso studio, una perdita di 12 milioni di posti di lavoro entro il 2035, con un povertà crescente del 26 per cento nella loro comunità. Donald Trump, giustamente scettico -come scettica è la scienza- sulle responsabilità dell'uomo rispetto ai cambiamenti climatici, riformando l'EPA, ha rimesso al centro l'interesse dei più deboli salvaguardando l'economia americana. Ma tranquilli, perché per sinistra e ambientalisti la sciagura sarà sempre lui.