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Mario Furlan

28 Febbraio Feb 2019 25 giorni fa

Perché amiamo le bugie (e odiamo la verità)

[caption id="attachment_181" align="alignnone" width="200"] Il motivatore e life coach Mario Furlan[/caption] Lo sappiamo benissimo, anche se non sta bene ammetterlo: le bugie sono il lubrificante che fa funzionare le relazioni interpersonali. Senza, saremmo in uno stato di guerra continua. Se in una sola giornata tu dicessi tutta, ma proprio tutta, la verità a chiunque incontri, arriveresti a sera in ospedale. O in galera. O fuori di casa. O licenziato. morto. Perché diresti al tuo capo che è un coglione; a tua moglie che la tradisci; al poliziotto che è arrogante; al finanziere che sei un evasore… e così via. Insomma, meglio non rischiare! Ma non è questa la cosa più interessante e curiosa. E’ che spesso preferiamo le bugie alla verità. Crediamo alle bugie, prendendole per vere; mentre non crediamo alla verità, convinti che sia falsa. Il bizzarro motivo risiede nel fatto che ciascuno di noi ha la sua verità. Convinto che sia la Verità assoluta. E quanto più sei ignorante, tanto più sei irremovibile. Perché il saggio coltiva il dubbio; mentre lo stupido lo rifugge. Un po’ perché non è abbastanza intelligente per averlo, e un po’ perché teme, e quindi rifugge, tutto ciò che possa mettere in discussione le sue fragili certezze. Non mi credi? Pensa alle notizie che circolano sul web e nei social. Quali sono le notizie che vengono più condivise? Le false. Bufale create di sana pianta, o verità manipolate. Al punto da diventare bugie. Ha fatto scuola il tweet, diffuso durante la campagna elettorale di Trump nel 2016, secondo il quale Papa Francesco invitava a votare per lui. Era una balla colossale. Ma questo tweet è stato ritwittato oltre 90mila volte. La smentita, invece, è stata ritwittata solo 15mila volte: meno di un sesto. Raramente le notizie vere vengono ritwittate oltre mille volte, mentre quelle false lo sono fino a 100mila volte. Qualcosa di simile è accaduto pochi giorni fa, in occasione delle elezioni in Sardegna. Ho ricevuto anch’io la notizia – presentata come soffiata di uno scrutatore – secondo la quale migliaia di voti dati al Movimento 5 Stelle sono stati annullati. Ho risposto agli amici: Calma, secondo me è una bufala. E alcuni di loro mi hanno insultato: Se metti in dubbio questa verità sei un nemico del popolo, pagato dai poteri occulti! Perché è così facile credere alle bugie? Le risposte sono due: 1) perché le notizie false fanno leva sulla nostra emotività. Ci fanno arrabbiare. O impaurire. O indignare. Insomma, suscitano emozioni forti. Molto più potenti delle notizie vere. Che sono, il più delle volte, blande. Anodine. A tinte sfumate, non a tinte forti come le fake news. Viene spontaneo condividere qualcosa che ci fa incazzare; molto meno qualcosa che ci fa sbadigliare; 2) crediamo a priori, senza metterle in discussione, nelle bugie che confermano le nostre opinioni, i nostri giudizi e pregiudizi; mentre rifiutiamo a priori tutto ciò che li smentisce. E’ evidente, perbacco: chi ci dà ragione dice il vero, chi ci dà torto è un bugiardo! Chi casca nel tranello delle fake news è spesso manicheo: convinto che tutto il bene stia da una parte, e tutto il male dall’altra. Lui, evidentemente, è un alfiere del bene. Pronto a smascherare i cattivi e le loro falsità; mentre invece è lui a propagare, inconsapevolmente, balle spaziali. Diventando un utile idiota: uno strumento, in buona fede, degli interessi dei creatori di bufale. Mario Furlan è motivatore e mental coach. E' stato eletto "miglior life coach d'Italia" nel 2018 dall'Associazione Italiana Coach.