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Cristiano Puglisi

13 Marzo Mar 2019 13 marzo 2019

L'aereo: l'autobus della globalizzazione

Gli aerei cadono. Fa sempre impressione quando succede, ma succede. Non è una novità. La storia è piena di sciagure aeree. Eppure, soprattutto in anni recenti, si è quasi voluta occultare questa realtà. Vuoi perché l’aereo è un feticcio della globalizzazione e gli aeroporti il non luogo per eccellenza, dove a merci e persone si aprono le porte virtuali di tutto il pianeta, cancellando distanze e differenze. L’aereo impiegato come mezzo civile ha contribuito in maniera sostanziale ad appiattire il mondo, a creare la “società globale” dei consumatori uniformati. E quindi, da un certo momento in poi, non si è più potuto mettere in dubbio. Chi ha paura di volare deve essere rieducato, gli devono essere impartiti corsi per superare questo terrore. Bisogna spiegargli (quante volte lo si sente dire) che “l’aereo è statisticamente il mezzo più sicuro”, senza considerare che, al diavolo la statistica, ci sono certamente più auto in giro rispetto agli aerei ed è normale quindi che gli incidenti su quattro ruote abbiano indici di fatalità ben superiori. Così facendo si nega la più lapalissiana delle realtà. La più cristallina. Che è poi anche il motivo ancestrale per cui si ha paura di volare: perché è l’unica modalità di viaggio che il buon Dio non ci ha concesso. L’uomo al volante, in moto, a cavallo, in treno, in bicicletta è un’estensione naturale dell’uomo che cammina. L’uomo in nave lo è dell’uomo che nuota. L’uomo in aereo, o in elicottero, semplicemente in natura non esiste. Perché l’uomo, e qui sta il punto, non può volare. E a dimostrazione di questo c’è il fatto che, mentre da un incidente d’auto o in nave ci si può salvare, negli incidenti aerei, a parte rarissimi casi, non ci sono quasi mai superstiti. In principio, con maggiore realismo, l’aereo era un inno a una prometeica volontà di dominio dell’uomo sul creato e gli aviatori degli arditi del cielo da ammirare come eroi moderni, come lo possono essere i piloti da corsa. Oggi invece l’aereo viene spacciato per un autobus con le ali. L’autobus dei pendolari della globalizzazione. Ma così non è. Colpa della tecnologia troppo avanzata? Colpa dell’elettronica? Nulla di tutto questo. Semplicemente Dio non ha consentito all’uomo di volare. Sfidare questa legge della fisica significa sfidare la morte. E, a volte, bisogna accettare che capiti.