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Gioia Locati

9 Ottobre Ott 2018 09 ottobre 2018

Di chi è il parlamento?

Oggi alla Commissione Sanità, in parlamento, si inizia a discutere della nuova legge sui vaccini che sostituirà la legge Lorenzin. (Ddl 770, primo firmatario Stefano Patuanelli, M5S). Le audizioni si terranno all’interno della Commissione durante le prossime settimane: non vi sarà un dibattito esteso all’aula. I parlamentari, nel loro insieme, potranno approvare o bocciare soltanto il testo finale. La richiesta per presentarsi in audizione è scaduta oggi. È doveroso, nel frattempo, denunciare un fatto che non so se sia meglio definire “ingiusto” o dovuto a un “conflitto di interessi” o, peggio ancora, chiamarlo uno “scippo della democrazia”. Ma temo che le tre espressioni non bastino a descrivere l’accaduto. I fatti. A fine settembre il Comitato per la libera scelta vaccinale - che riunisce 70 associazioni di genitori, sparse sul territorio italiano - ha chiesto un’aula in parlamento per presentare una proposta di legge popolare. Sono state raccolte 75.000 firme certificate (15mila in più di quelle previste dalla Costituzione), per un disegno di legge che prevede la raccomandazione delle vaccinazioni e la non esclusione dalle scuole. Qui il testo. La richiesta però è stata rifiutata. Il parlamento ha detto No. No, voi non potete presentare qui il vostro disegno di legge (senza dire perchè, e stop). No ai genitori (che sono anche elettori e contribuenti). Ma dove avrebbero dovuto presentare una proposta di legge i cittadini italiani, se non in parlamento? E di chi è il parlamento? Andiamo avanti. Si è poi saputo che oggi, poco dopo l’inizio dei lavori in Commissione Sanità, alla Sala Atti parlamentari, si sta svolgendo un convegno della Glaxo: “Global Health: l’Italia driver di best practice”. L’azienda produttrice di vaccini discuterà del ruolo di primo piano svolto dall’Italia nell’ambito delle strategie vaccinali. Prendetevi qualche minuto di tempo per leggere il comunicato dei genitori, qui: al convegno sono stati invitati gli stessi deputati della Commissione sanità che dovrebbero lavorare sulla legge. Poi, dopo le richieste di spiegazioni, qualcuno ha deciso di non partecipare al convegno. Morale: alla richiesta di avere un’aula in parlamento, alla Glaxo è stato risposto sì. E stop. La Glaxo produce vaccini; è un nostro fornitore. Ma lo Stato siamo noi e il portafogli è nostro... Ma noi no, non abbiamo diritto a un posto in parlamento. Loro sì e noi no. Paga e taci. Mi rivolgo al ministro Grillo e al suo primo consigliere scientifico, l’epidemiologo e studioso Vittorio Demicheli che nel 2015 davanti a un Piano Vaccinale da lui giudicato “fotocopia di quello delle industrie”, scrisse su Il Sole24ore che “questo modo di fare politica sanitaria avrebbe danneggiato la cultura delle vaccinazioni e favorito quella del complotto”. Una profezia? E ora, ministro Grillo, che il testo di legge in discussione prevede un “obbligo flessibile” da 0 a 90 anni, per “tutte le vaccinazioni che le autorità riterranno necessarie, quando la situazione lo richiederà”, noi dovremmo stare tranquilli? Ps. Illustro brevemente cosa occorrerebbe per farci stare tranquilli: nessun obbligo preventivo in vista di infezioni che “potrebbero” colpirci, visto che le possibilità di contrarre virus e batteri per ciascuno di noi sono infinite, possibili ma non necessarie (non è detto che tutti ci si ammali). Le misure obbligatorie (vedi blocco del traffico causa polveri sottili o chiusura delle scuole quando c’è un’alluvione) si attuano quando un pericolo è reale; insomma, la società in cui viviamo ha tutti gli strumenti per far fronte alle emergenze (vere). Ps. Legenda sul Ddl 770. Il testo parla di urgenze epidemiche o epidemiologiche per attuare l'obbligo vaccinale su tutta la popolazione. "Epidemica" sta per pandemia (ad esempio la suina o l'aviaria in passato solo paventate e mai avvenute). Una pandemia è già stata prevista nei prossimi anni da Bill Gates: il fondatore della Microsoft ha già calcolato che farà 33 o 34 milioni di morti. Leggete qui. "Epidemiologica" invece si riferisce al caso in cui le coperture vaccinali dovessero scendere sotto gli obbiettivi del Piano vaccinale (95% di copertura per tutti?). Ci chiediamo: obbligo flessibile significa obbligo forever?