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Stefano Giani

20 Aprile Apr 2017 5 giorni fa

L'angosciante maratona dei terroristi in "Boston caccia all'uomo"

Era il 15 aprile 2013 ed era un giorno di festa. "Patriots day", come il titolo del film che in italiano è stato colpevolmente stravolto. Boston caccia all'uomo di Peter Berg. Alla maratona della metropoli del Massachusetts furono piazzate alcune bombe che fecero tre morti e 264 feriti, molti dei quali sono rimasti mutilati a vita. E forse, la fetta più importante di loro è morta in quel giorno di festa, pur lasciando che il corpo, il loro corpo ingiustamente menomato, continuasse il suo percorso terreno. Non fu importante chi tagliò il traguardo perché all'arrivo partì la controffensiva delle forze dell'ordine. Inizialmente sorprese dalla deflagrazione e dalla necessità inattesa di soccorsi urgenti. E successivamente impegnata a smascherare quelle bestie. Il terrorismo islamico irrompeva così sulla scena internazionale con le sue squallide e orripilanti abitudini. La guerriglia dei vigliacchi. L'attacco agli innocenti. Si scatenò quello che era logico accadesse, benché fosse triste e angosciante. La caccia all'uomo del titolo. E i guerriglieri furono neutralizzati. Uno venne ucciso, l'altro fu assicurato alla giustizia. Tutta la città si mobilitò collaborando con le forze di polizia che ebbero il loro bel daffare per far scattare le manette ai polsi di quel delinquente. Oggi giace in una cella delle patrie galere a stelle e strisce con una condanna a morte per iniezione letale, sospesa in attesa del mandato di esecuzione. Boston caccia all'uomo è tutto qui. Nella cronaca che ormai - giorno dopo giorno - sta diventando storia. E tristemente è stato seguito da altri attentati in ogni angolo di mondo. Più o meno cruenti. Più o meno sanguinosi. Oggi la violenza musulmana approda anche al cinema con questo film di Peter Berg che un anno fa aveva già utilizzato il disastro ambientale sulla piattaforma petrolifera "Deepwater Horizon" avvenuto nell'aprile 2010 in Deepwater - Disastro sull'oceano. Questa nuova prova del regista sull'esplosione alla maratona è all'incrocio tra il documentario e il film d'azione con i pregi dell'uno e dell'altro. Alta tensione e precisione del dettaglio. I retroscena di ciò che accadde in quei terribili giorni è stato sotto gli occhi e nella memoria di tutti, ma purtroppo - come sempre accade - rischia di finire nel dimenticatoio prematuramente. A scongiurare il pericolo giunge ora Boston caccia all'uomo che, fra le sue qualità, ha il difetto di confondersi con un qualsiasi thriller perché il valore documentale non emerge mai e ciò che viene offerto agli occhi del pubblico è la caccia spasmodica ai colpevoli di quell'attentato. Ne guadagna la capacità di tenere alta l'attenzione senza cali né distrazioni, ma perde spessore un film che si sorprende derubricato al livello di opere certamente inferiori e frutto di pura fantasia. E proprio questo appare limpidamente, i fatti trattati non sembrano mai essere realmente accaduti. la platea si trova immersa nella trama in una dimensione che tuttavia sembra altra rispetto alla realtà. Solo le didascalie finali, epilogo giudiziario di quanto avvenne a distanza di quei tragici giorni, riportano più direttamente alla cronaca di quelle drammatiche ore. Un piccolo grande mistero è anche la scelta dell'argomento. Se l'industria americana intendeva porre l'accento su quanto accadde a Boston ad aprile 2013 l'obiettivo è centrato pienamente ma se invece il soggetto diventano le gesta infauste del terrorismo stile terzo millennio, ci sarebbe da domandarsi se la scelta è azzeccata, alla luce dei molti episodi di gran lunga più incresciosi,emozionanti e coinvolgenti avvenuti in tempi più vicini a noi. [youtube 6bTp3a_LACY nolink]