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Carlo Franza

12 Agosto Ago 2018 12 agosto 2018

Fernanda Wittgens.Una vita per Brera. In uscita la monografia sulla studiosa del Novecento.

E’ uscito, a sessant’anni dalla morte,  il libro che racchiude per la prima volta l’intera biografia di Fernanda Wittgens (1903-1957), direttrice per trent’anni della Pinacoteca di Brera, Soprintendente e Storica dell’arte. Ha per titolo “Sono Fernanda Wittgens. Una vita per Brera” (Skira)  e comprende anche un’introduzione di James Bradburne, direttore della Pinacoteca di Brera e Biblioteca Nazionale Braidense di Milano. Fernanda Wittgens iniziò il suo lavoro come assistente di Ettore Modigliani, subentrando come responsabile di Brera dopo il luglio del 1938, quando uscirono i primi articoli antisemiti, gli “Amici di Brera” furono messi al bando e il direttore, in quanto ebreo, fu cacciato. Da sempre in forte opposizione al regime fascista, fu denunciata e costretta al carcere per aver aiutato delle persone ebree a scappare in Svizzera ma scarcerata, dopo sette mesi, fingendosi malata. Nel 1950 dopo le devastazioni belliche riuscì a restituire al paese la Pinacoteca intrecciando stretti rapporti con la società civile e intellettuale e caratterizzando la sua azione con un’apertura internazionale, a  inaugurare la struttura della “grande Brera”, in memoria al suo mentore, Ettore Modigliani.  In un momento di decadenza culturale e di mediocrità imperante  come quello attuale, l’esempio di questa donna è davvero  esemplare, per la sua personalità, la sua verve, la sua acutezza, le sue conoscenze, la sua straordinaria presenza, affiancato a un impegno politico forte, alla capacità di relazionarsi  con il privato  e mostrando anche l’interesse a creare una comunicazione tra Pinacoteca ed Accademia di Brera.  Questo libro è il risultato di un lavoro decennale, con il coinvolgimento di tre donne, Giovanna Ginex, Erica Bernardi ed Emanuela Daffa, in una sorta di comunione ideale  con Fernanda Wittgens. Un lavoro di ricerca con documenti di prima mano e condotto intrecciando la personalità e l’attività effettiva che ha svolto  la studiosa per la città di Milano. Il volume comprende il saggio introduttivo di James Bradburne, direttore della Pinacoteca di Brera e Biblioteca Nazionale Braidense di Milano, e i contributi di Giovanna Ginex, Erica Bernardi ed Emanuela Daffra. Giovanna Ginex, storica dell’arte e curatrice indipendente, dal 1980 lavora su temi e problemi delle arti visive dell’Ottocento e dei primi decenni del Novecento, le arti decorative e applicate all’industria, la storia della grafica e dell’illustrazione, la storia della fotografia e le problematiche della conservazione e catalogazione dei beni culturali. Sono numerose, inoltre, le collaborazioni con istituzioni ed enti pubblici e privati, anche internazionali Con la certezza che l’arte sia un lasciapassare educativo forte e prendendo ispirazione da quel sogno di creare la "grande Brera” che Wittgens, con la sua determinazione, riuscì ad attuare in parte, iniziativa  poi ripresa da quel gran signore che è stato  Franco Russoli nel 1974,  ecco che  questo libro  che fa memoria di arte, di storia e di scelte  è stato proprio necessario; secondo la collega Giovanna Ginex, un dovere etico e una necessità morale. Il libro è dedicato a Mariuccia Wittgens, sorella  di  Fernanda, per il sostegno manifestato  all’impresa editoriale.  Carlo Franza