Blog

Carlo Franza

16 Settembre Set 2018 16 settembre 2018

Valerio Adami e le linee di vita. Una mostra al Museo Cocteau di Mentone incornicia brillantemente un maestro dell’arte figurale e narrativa italiana.

Il Museo Cocteau invita fino al 5 novembre 2018 il pubblico internazionale ad un viaggio intorno all'opera del pittore Valerio Adami, figura di chiara fama dell’arte italiana e internazionale e interprete acuto della nuova immagine figurale  italiana. Dopo essere stato in pressochè tutte le nazioni del mondo, in Francia rimane famosa la sua mostra al Centre Pompidou, Adami espone, primo tra gli italiani qui nella città di frontiera, i suoi acrilici, quasi tutti di grandi formati, insieme a disegni e fotografie, al piano principale del Musèe Cocteau, sul mare, in pieno centro cittadino, ovvero in quello spazio museale più grande al mondo dedicato alle opere di Jean Cocteau, perché qui il geniale francese visse anni e vi regalò alcuni capolavori. Oltre all'ammirazione oltralpe per il nostro artista, è pur vero che un legame per alcune tematiche unisce i due maestri: anzitutto il tema del mito che è ricorrente in ambedue. In Adami, a Mentone, un percorso che attraversa tutta la sua carriera, tra sogni e letteratura, storia e leggenda, grandi personaggi come Leopardi, Verdi, Freud, Nietzsche, simbolismi, frasi latine, in colori strabilianti e stile originale, contraddistinto dal disegno che ne sottolinea i colori netti, per comparti e stesure nette,  e frasi in nero, nei dipinti ironici, di grande impatto, simbolici ed onirici. Vi si può cogliere certamente un richiamo alla pop art, al fumetto, elaborati e rivissuti in un viaggio che cattura con forza , ma con tratti intimi e poetici dell'anima del grande artista. Esposti una sessantina di dipinti, alcuni dei quali sono accompagnati dai loro disegni preparatori. Adami è  da noi storici dell’arte  inserito in quella corrente della nuova figurazione e della figurazione narrativa del Secondo dopoguerra; la figura innovata dopo il realismo socialista e il realismo esistenziale. Il suo stile è immediatamente riconoscibile con questa linea nera che racchiude le forme, quei colori piatti e una tavolozza satura, giocando con gli effetti di contrasto o sfumature. Carlo Franza