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Orlando Sacchelli

14 Settembre Set 2018 14 settembre 2018

Bloomberg l'anti Trump?

L'ex sindaco di New York, Michael Bloomberg, magnate dell'informazione, sarebbe intenzionato a correre per le presidenziali del 2020, nelle file dei democratici, per sfidare Donald Trump. La notizia è riportata dal quotidiano londinese Times e da diverse testate americane. Settantasei anni, 52 miliardi di dollari di patrimonio personale stimato (Forbes), in passato aveva già pensato di candidarsi alla Casa Bianca da indipendente. Ora starebbe discutendo l'ipotesi con i suoi più stretti collaboratori: "Bloomberg mi ha detto che correrà nel 2020", ha riferito una fonte al Times. Eletto sindaco della Grande mela per i repubblicani nel 2001, come successore di Rudolph Giuliani, nel 2007 ha preso le distanze dal Gop, ed avendo ottenuto la possibilità di presentarsi per un terzo mandato, ha vinto ancora da indipendente. Negli ultimi anni Bloomberg ha stanziato ingenti somme in battaglie anti-Trump, come quelle sul clima o contro la diffusione delle armi. Nato a Boston nel 1942 da una famiglia di immigrati russi ebrei, a ventidue anni si laureò in ingegneria elettronica e, in seguito, conseguì un master in Business Administration ad Harvard. Creò una fortuna vendendo notizie economiche e finanziarie, attraverso i propri terminal, diffusi in tutto il mondo tra banche, agenzie di informazione, il Congresso degli Stati Uniti e persino il Vaticano. Ma politicamente che idee ha Bloomberg? La sua collocazione è atipica, un po' come per Trump. Molti lo considerano un repubblicano liberale, perché pur essendo ultraliberista in economia (quindi di destra) sui temi sociali ha sposato tesi progressiste (liberal), come il sì all'aborto e alla legalizzazione dei matrimoni gay. Prima di essere eletto sindaco era vicino al Partito democratico. Poi, come dicevamo, l'abbraccio con il Gop, lasciato per presentarsi all'elettorato, per il terzo mandato, come indipendente. Ora sarebbe attratto dall'idea di mettersi in gioco per la Casa Bianca, di nuovo tra i democratici. Sempre che gli elettori dell'asinello lo vogliano come loro portabandiera.