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Orlando Sacchelli

21 Aprile Apr 2017 21 aprile 2017

Trump rottama il Dodd-Frank Act

Due sono i provvedimenti più importanti varati dall'amministrazione Obama: l'Affordable Care Act (Obamacare) e il Dodd-Frank Act. Quest'ultimo, composto da 541 articoli, era la "medicina" con cui la Casa Bianca voleva curare gli States, dopo la gravissima crisi finanziaria del 2008. Rendendo più stringenti le regole sulla finanza si sperava di evitare le pericolose distorsioni dei mercati, migliorando al contempo la tutela dei consumantori. Trump ha sempre messo nel mirino questa legge, perché la considera contraria all’espansione economica. E così oggi inizia a cambiarla. Con due ordini esecutivi il presidente blocca per sei mesi due poteri garantiti dalla legge. Il primo passo, ne dovrebbero seguire altri. A dare la notizia è stato il segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, ex executive di Goldman Sachs. Vediamo cosa prevedono gli ordini esecutivi: in primo luogo viene eliminato il potere del governo di subentrare a una società in fallimento. Salta il potere di segnalare le società più a rischio sulle quali applicare regolamentazioni più stringenti. In caso di necessità, precisa Mnuchin, il Tesoro potrà comunque continuare ad applicare le due regole. "Renderemo l’America di nuovo grande - ha detto il presidente Trump - la renderemo di nuovo forte e la renderemo di nuovo competitiva". Trump ha annunciato che il primo ordine riguarda la semplificazione del sistema di tassazione, mentre gli altri due riguardano la legge Dodd-Frank. "La gente non è in grado di fare la propria dichiarazione dei redditi, non hanno idea di quello che devono fare, è troppo complicato", ha osservato il presidente, incaricando il ministero del Tesoro di fornire proposte di riforma entro 150 giorni. "Penso che tutti concorderanno sul fatto che il nostro attuale sistema fiscale si troppo complicato e oneroso", aveva sottolineato Mnuchin. Le proposte di revisione sulla Dodd-Frank dovranno invece arrivare alla Casa Bianca entro 180 giorni. Il giorno stesso in cui l'amministrazione Trump vara la prima spallata al Dodd-Frank il vicepresidente della Federal Reserve, Stanley Fischer, ha detto che i cambiamenti alle legge potrebbero rappresentare una grave minaccia per il sistema finanziario. In un’intervista a Cnbc Fischer non è andato leggero: "Sembra che si sia dimenticato (Trump, ndr) che c’è stata una crisi finanziaria causata da comportamenti del settore bancario e finanziario e che questa ha provocato un danno enorme all’economia". Poi ha ricordato che "la forza del sistema finanziario è assolutamente essenziale perché l’economia continui a crescere a un tasso ragionevole". E ancora: "Compiere passi per rimuovere i cambiamenti che erano stati fatti per rafforzare la struttura del sistema finanziario è molto pericoloso".