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Orlando Sacchelli

14 Giugno Giu 2019 4 giorni fa

Valeria Robecco all'Onu per difendere la libertà di espressione

La giornalista Valeria Robecco è presidente della United Nations Correspondent Association, l'associazione che riunisce i corrispondenti all'Onu, oltre 250 da tutto il mondo. Nata a Reggio Emilia nel 1981, già avvocato, giornalista professionista dal 2013, Robecco lavora a New York da 9 anni. Scrive per il Giornale e per l'Ansa, oltre a collaborare con Business Insider Italia, Panorama ed EuroVision. Nel 2015 ha ricevuto il premio giornalistico Amerigo, promosso dall’omonima associazione per segnalare gli operatori dei media che raccontano l’America agli italiani. Valeria, di cosa si occupa l'associazione che presiedi? L’Unca è per sua vocazione impegnata costantemente nella protezione dei giornalisti e della libertà di stampa. Negli ultimi anni siamo intervenuti in diverse occasioni a difesa dei reporter dell’Onu che ci hanno segnalato problemi, dalla logistica a questioni più serie, battendoci per trovare una soluzione con il segretario generale, e non solo. Il compito dell'Unca, di cui sono orgogliosa di essere alla guida, è prima di tutto dare voce ai giornalisti, facilitare i rapporti dei membri della stampa con l'Onu e con i diplomatici delle varie missioni. L'accessibilità è uno dei maggiori problemi che dobbiamo fronteggiare, soprattutto durante la settimana dell'Assemblea Generale, in settembre, quando al Palazzo di Vetro arrivano capi di stato e di governo dai quattro angoli del pianeta. Tra le nostre attività c'è poi quella di raccogliere fondi per il nostro annuale Unca Gala Awards, quando alla presenza del segretario generale l'Unca assegna premi per l’eccellenza nel giornalismo relativi alla copertura dell’Onu, delle agenzie affiliate e delle sue missioni. Lo scorso dicembre ospite d'onore era Amal Clooney, che ha ricevuto l'Unca Global Citizen of the Year per il suo impegno in difesa dei diritti umani. C'è una cosa a cui stai lavorando che ti sta particolarmente a cuore? Da tempo l'Associazione sta facendo pressione perché l’Onu nomini un UN Special Representative for the Protection of Journalists, istanza che mai come quest’anno ribadiamo con forza, e che mi sta particolarmente a cuore. Come è maturata la tua elezione? Il presidente e il direttivo dell'Unca vengono eletti ogni anno dai suoi membri. Io sono nel consiglio direttivo dell’Associazione dal 2014, prima come consigliere e poi come vice presidente, dal 2016 al 2018. Il mandato se non sbaglio dura un anno ma tu vorresti andare oltre, giusto? Sì, il mandato da presidente dura un anno, il mio è iniziato il 1° gennaio, e sicuramente mi ricandiderò, per garantire continuità e portare avanti i miei obiettivi. Per fare cosa? Come spiegavo uno dei miei obiettivi è fare pressione affinché l'Onu nomini un rappresentante speciale delle Nazioni Unite per la protezione dei giornalisti. Anche se non porrebbe fine agli attacchi contro i media e la libertà di stampa, sarebbe un segnale e un punto di riferimento importante. Come valuti la situazione della libertà di informazione nel mondo? I giornalisti sono sotto attacco come forse mai prima d'ora, e l'ostilità contro i membri dei media sta crescendo in tutto il mondo. Come ha ricordato recentemente il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres (nella foto accanto con Valeria Robecco e, sopra, con i corrispondenti, ndr), in poco più di un decennio oltre mille reporter sono stati uccisi mentre svolgevano il loro lavoro, e tanti altri sono molestati, arrestati arbitrariamente o feriti. Allo stesso tempo, la diffusione delle 'fake news' riduce la fiducia del pubblico nel nostro lavoro: l'espressione "fake news" è diventata uno slogan per gli autocrati e gli aspiranti autocrati per attaccare il lavoro onesto dei giornalisti.