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Nino Spirlì

5 Dicembre Dic 2018 8 giorni fa

Salvini e Scopelliti. Le bufale e le vergogne

Mercoledì, 5 dicembre 2018 - San Saba - da Casa Spirlì, in Calabria Avevo deciso di non toccare l'argomento e di riservarmi di parlarne in privato ad un auspicato incontro col Ministro degli Interni, Matteo Salvini, che continuo a stimare e ad apprezzare fraternamente. Ma, nell'impossibilità di farlo, almeno in tempi brevi, l'ennesimo assalto alla baionetta nei confronti di Giuseppe Scopelliti mi impone di rompere gli indugi e trattare la spinosa questione. Sono mesi che certa stampa e certa ciurmaglia politica passano inutilmente le proprie giornate a cercare prove concrete o a prendere codardamente le distanze da un fantomatico patto elettorale fra Salvini e Scopelliti per la tornata elettorale degli inizi di marzo di quest'anno. Un patto che, per quanto ne possa sapere io, non c'è mai stato. I due leader politici non si sono mai incontrati, come ebbe a confermarmi lo stesso Giuseppe, con cui ebbi il piacere di condividere il desco familiare qualche tempo fa, dopo anni di miei attacchi e suoi silenzi. (No, non eravamo proprio amici, Giuseppe ed io. Proprio da questo blog e dalle colonne del Giornale.it, fin quando lui è stato Governatore della Calabria, non gli ho risparmiato le mie critiche. Anzi! Non ero d'accordo su nulla di quello che stesse facendo alla "Rregione" Calabria, e, dunque, esprimevo il mio dissenso. Fino al giorno in cui, unico politico dopo Leone (a mia memoria), non rassegnò le dimissioni. Dal giorno dopo, imparai a guardarlo con occhio diverso. Quasi, ammirativo. Un uomo della sua caratura che lasciava il potere per consegnarsi al giudizio del popolo mi sembrò un gigante. A distanza di qualche mese, un caro amico comune ci "impose" un incontro. E fu pubblico. Amicale e fraterno. Ora, sì, possiamo dire che siamo Amici. Ma forse, senza saperlo, lo eravamo da sempre...) ... E torniamo a noi. Dunque, quel patto fra i due, senza dubbio,  non ci fu. Sicuramente però, degli accordi elettorali fra l'inesistente e inconsistente Lega della Calabria (almeno fino a prima del 4 marzo) e il Movimento Sovranista ci furono, eccome. E non solo in Calabria. Le simpatie di Gianni Alemanno verso il partito di Salvini sono documentate da decine di suoi twitt e dichiarazioni ante e post elezioni. Tanto che, nelle liste della Lega per Camera e Senato di varie regioni, Calabria compresa (appunto!), erano presenti candidati cosiddetti Sovranisti. Per loro non fu facile convincere il proprio elettorato a votare per "quello della Lega", che più e più volte non era stato simpaticissimo con il Sud! Eppure, passo dopo passo e aiutati da un Salvini più Italiano che padano, più morbido che celodurista, la campagna elettorale cominciò a dare segnali positivi. Il popolo Sovranista rispose all'invito dei propri rappresentati e la Lega, di conseguenza, si affermò anche in territori dove raccoglieva, al massimo, dei corposi vaffanculo. Di quei voti, oggi, certa Lega fa, vergognosamente, scempio! È di qualche giorno fa l'ultima offesa agli elettori del 4 marzo: tale Crippa, esponente credo brianzolo, è "barbaramente sceso" in Calabria per deridere e schiaffeggiare le decine di migliaia di elettori sovranisti che, con la propria partecipazione attiva, hanno permesso alla Lega di Salvini di ottenere, in Calabria, un seggio da deputato e uno da senatore (attualmente in bilico). Prendendo la parola ad un incontro di giovani leghisti terroni, il tizio ha sbroccolato su persone e fatti di cui, evidentemente, non sapeva più di una comare per via. Attaccando vanamente Scopelliti - che non c'entrava un bel niente con il tema dell'incontro - ha ripetutamente e inconsapevolmente preso a calci in culo quelle migliaia di schede elettorali compilate con devozione e convinzione dai sovranisti per i sovranisti in lista! Chiaramente, questi ultimi si sono terribilmente incazzati. Come dire, siete lì, su quelle comode poltrone, per noi che, sostenendo i nostri, vi abbiamo portato a spalla fino a Roma, e senza nulla chiedere, e ci prendete pure a sputi in faccia? E, tutto questo, in nome di Salvini... Spero, a questo punto, NON PER CONTO! Eh, sì! Perché certi dubbi si palesano... Matteo NON sta venendo più in Calabria e NON sta prendendo quelle importanti decisioni sugli assetti territoriali che aveva promesso e che la gente perbene (termine che tanto gli è piaciuto in campagna elettorale) di questa terra gli chiede da tempo.  Al contrario, in questi mesi di bellicoso e corposo governo nazionale, la Lega sta imbarcando nel partito, a queste latitudini,  n'importe qui, come direbbe il povero Macron. Al grido iscariota di NO ai Sovranisti (che, badate, al tempo di Scopelliti superavano il 60% degli elettori calabresi), viene accolto di tutto. Ora, delle due l'una: se fosse vero quello di cui parlano alcuni giornali nazionali a proposito di Lega e malaffare, mentre i leghisti continuano a vantarsi del fatto che gli "SCOPELLITIANI" non sono entrati e non entreranno né ora, né mai nel partito, vuol dire che "il male" non sta dove si crede... E, dunque, de che stamo a parlà? Se, invece, avessero ragione i leghisti a tenere politicamente lontani gli "SCOPELLITIANI" dal partito, allora rispondano delle accuse che mezza stampa nazionale muove al partito stesso in Calabria a proposito di certi pericolosi legami. E se, dulcis in fundo, fossero proprio gli "SCOPELLITIANI" onesti e perbene a non voler avere nulla a che fare con certa Lega? E non datemi, ora, dello scopellitiano, perché ai tempi d'oro dei loro plebisciti, io vivevo e votavo a Roma! Detto questo, io eviterei di tirare in ballo, ad ogni piè sospinto, con tanta leggerezza e con tanto fiele in bocca, Giuseppe Scopelliti. Mentre gli assicurerei quella fratellanza cristiana dei giorni difficili. Buona settimana dell'Avvento a Tutti!