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Francesco Maria Del Vigo

3 Gennaio Gen 2017 03 gennaio 2017

Il Minculpop di Grillo

Pochi giorni fa Grillo aveva chiuso l'anno dicendo qualcosa di giusto. Cioè criticando la dichiarazione del garante dell'Antitrust Giovanni Pitruzzella secondo il quale "i pubblici poteri devono controllare l'informazione contro le bufale". E il leader del Movimento 5 Stelle lo aveva descritto come un "nuovo inquisitore". Giusto, condivisibile. Ci vuole un controllo contro il dilagare delle menzogne in rete, ma pensare che si possa applicare un controllo governativo al web è impossibile, oltre che sbagliato e illiberale. Un punto per Beppe Grillo. Che però, per non smentire la sua cialtronesca fama, decide di smentire il suo stesso pensiero a distanza di pochi giorni. Pura schizofrenia: dopo aver difeso a spada tratta la libertà di parola sul web cosa fa? Organizza una giuria popolare per mettere alla gogna le presunte balle dei giornali. Una specie di tribunale del popolo - che poi avrebbe ben poco del popolo, dato che tutto passerebbe rigorosamente attraverso la Casaleggio Associati - per portare alla sbarra i giornalisti che osano criticare il Movimento 5 Stelle. Perché la libertà - per Grillo - vale solo per lui e per i suoi ascari; è solo un concetto relativo da piegare ai propri interessi personali e di bottega. Dopo aver criticato Pitruzzella, vuole diventare lui stesso il Pitruzzella della carta stampata, delle televisioni e dei siti web. Lui che gridava alla censura si vuole trasformare in censore. Badate bene: non è un'idea nuova. Anzi: i giornalisti sono stati sempre - nell'ottica pentastellata - dei pretoriani della casta, dei pericolosi pennivendoli da eliminare. Nel 2008, agli albori del Movimento, Grillo lanciò dal suo blog l'operazione "Sputtaniamoli" (allora ne scrissi per il sito del nostro quotidiano), un'iniziativa per creare una lista di proscrizione di giornalisti non compiacenti. Il simbolo era una gogna medioevale. A distanza di nove anni ci riprova: perché il germe illiberale è nel dna stesso di un Movimento allergico a ogni critica. Ci riprova, ma fallirà anche questa volta.   SEGUIMI SU FACEBOOK