Blog

Felice Manti

5 Marzo Mar 2019 17 giorni fa

Perché le mafie si sconfiggono anche leggendo un libro

In Calabria torna come ogni anno l'appuntamento con Trame, il Festival di Lametia Terme dedicato ai libri sulle mafie. Siamo all'edizione numero 9,  stavolta si comincia il 19 giugno e si finisce il 23 giugno. Negli anni scorsi sul palco si sono esibiti tutti i big dell'antimafia di casa nostra, giudici e politici, giornalisti e scrittori, esponenti della società civile.Quest'anno c'è una novità: sul sito del Festival si può contribuire suggerendo #IdeePerTrame, proponendo un ospite o segnalando un libro, un film o uno spettacolo teatrale e, perché no, anche questo sito - dato che il libro da cui prende il nome è stato pubblicato ormai troppi anni fa, sebbene molte delle cose che avevamo scritto con Antonino Monteleone sono più attuali che mai. C'è tempo fino al 18 marzo. Quest'anno il tema della IX edizione di Trame è Voi che vivete sicuri... Il direttore artistico della kermesse Gaetano Savatteri riprende il discorso di fine anno del presidente della Repubblica («La vera sicurezza si realizza con efficacia solo preservando e garantendo i valori positivi della convivenza») mettendoli a confronto con i versi di Primo Levi, che pubblico alla fine del post. Anche sel'accostamento potrà sembrare improprio, la 'ndrangheta attecchisce come ha attecchito il nazismo. Nell'indifferenza, in quell'idea che finché non toccano me non mi interessa, con il menefreghismo tipico del Sud che non vuole vedere. Per questo è importante capire. Ed è ancora più importante ricordare. Perché di 'ndrangheta si può ancora morire, di una morte civile, di oblio, di indifferenza. Perché un sì e un no possono ancora fare la differenza. Perché le mafie si sconfiggono anche leggendo un libro.   Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici: considerate se questo è un uomo che lavora nel fango che non conosce pace che lotta per mezzo pane che muore per un sì o per un no. Considerate se questa è una donna, senza capelli e senza nome, senza più forza di ricordare, vuoti gli occhi e freddo il grembo come una rana d’inverno. Meditate che questo è stato: vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore stando in casa, andando per via, coricandovi, alzandovi; ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, la malattia vi impedisca, i vostri nati torcano il viso da voi.