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Sabrina Cottone

26 Giugno Giu 2018 24 giorni fa

Guardie e ladri giocano per la vita

C'è un po' di cielo dove meno te lo aspetti. Mi ha colpito una notizia di questi giorni: un uomo ha tentato di uccidersi nella sua cella del carcere di Brescia, ma è stato salvato dal <tempestivo intervento degli agenti di polizia penitenziaria in servizio>, come racconta una nota del Sappe, il loro sindacato. Persone che lavorano in carcere, in una reclusione vissuta per il bene degli altri, anche del nostro che siamo lontani dalle celle sprangate e forse non stiamo troppo spesso a pensarci. Era sabato sera, l'ora più triste se ti trovi a fare i conti con te stesso, con pesi che sembrano intollerabili, con un futuro che più ti sforzi e meno riesci a vedere. Voleva impiccarsi, quell'uomo. [caption id="attachment_1294" align="alignright" width="300"] Angeli di Annibale Carracci[/caption] 'L'insano gesto', racconta la polizia con parole antiche e vere, è stato evitato <soltanto grazie all'intervento provvidenziale degli agenti>. Si vede la Provvidenza in questa storia che è tante storie.  Negli ultimi 20 anni le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno sventato, nelle carceri del Paese, più di 18mila tentati suicidi. 'Eroi silenziosi del quotidiano' si legge di questi agenti, perché è grazie a loro  <se il numero delle tragedie in carcere è fortunatamente contenuto>.  Conviene lasciare direttamente la parola a Donato Capece, segretario del Sappe: 'Il suicidio di un detenuto rappresenta un forte agente stressogeno per il personale di polizia e per gli altri detenuti. Per queste ragioni un programma di prevenzione del suicidio e l’organizzazione di un servizio d’intervento efficace sono misure utili non solo per i detenuti ma anche per l’intero istituto'. Un'analisi che è una richiesta di aiuto per tutti. Guardie e (ex?) ladri giocano insieme per  la vita.