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Giampaolo Rossi

14 Luglio Lug 2017 14 luglio 2017

Soros, Orbán e Netanyahu

ISRAELE E UNGHERIA La notizia potrebbe essere di quelle che fanno sobbalzare sulla sedia gli osservatori poco accorti o quelli che non leggono questo blog. Per voi, invece, che siete assidui lettori di questo spazio di libertà, sono convinto che non sia altro che una conferma di quanto proviamo a raccontare da tempo qui sopra. La notizia è questa: Israele si schiera dalla parte dell’Ungheria contro George Soros. Per chi fosse distratto, ricordo chi è il signore in questione: Soros è lo speculatore globalista con il vizietto di destabilizzare governi democraticamente eletti e nazioni sovrane, esportando conflitti sociali, guerre civili, sponsorizzando processi migratori per alterare gli equilibri demografici secondo quella "etica del caos" tipica dell’umanitarismo ideologico della élite. Qualche settimana fa il governo ungherese ha lanciato una campagna propagandistica con cartelloni e manifesti stradali raffiguranti il faccione di Soros che ride con lo slogan: "non permettere a Soros di ridere per ultimo...". La campagna s’inserisce nel conflitto esploso ormai da mesi tra il Primo Ministro ungherese Orbán ed il magnate filantropo (ebreo ma di origine ungherese). Conflitto di cui abbiamo dato notizia per primi in questo articolo del gennaio scorso. Di fatto, il governo ungherese ha deciso di porre un freno all’attività delle Ong finanziate da Soros, che operano nel paese e che dietro la presunta difesa di "diritti umani violati", favoriscono immigrazione, rivolte di piazza e promuovono attività di partiti di opposizione violando Costituzione e leggi. CHE C'AZZECCA ISRAELE? Ma cosa c’entra in tutto questo Israele? C’entra perché all’indomani della comparsa dei manifesti anti-Soros, l’ambasciatore israeliano a Budapest, su sollecitazione della comunità ebraica, ha criticato la campagna governativa affermando che essa "non solo evoca ricordi tristi, ma instilla odio e paura". Le ragioni sono comprensibili: gli ebrei ungheresi hanno conosciuto sulla propria pelle gli effetti tragici dell’antisemitismo sia sotto l’occupazione nazista che sotto la dittatura comunista; e quindi il timore che la campagna contro "l'ebreo Soros" possa colorarsi di falsi pregiudizi anti-ebraici, c'è tutto. Ma Soros non è ritenuto un nemico solo dagli ungheresi. Nonostante la pubblicistica del complottismo caricaturale (quella della congiura demo-pluto-giudaica, per intenderci) reputi Soros uno strumento del “famigerato sionismo” che cerca di conquistare il mondo, in realtà Israele lo classifica tra i suoi avversari più infidi. Due mesi fa pubblicammo un articolo in cui, documenti alla mano, dimostravamo come Soros sia il principale finanziatore di Ong palestinesi o israeliane apertamente anti-sioniste, e con il suo denaro promuova politiche anti-israeliane e processi internazionali contro Israele. L’articolo scatenò qualche ilarità tra coloro che in genere coltivano poche idee e troppo ordinate per la complessità del mondo. Ma la conferma di come Soros sia uno dei più acerrimi nemici dello Stato di Israele è venuta proprio sulla questione ungherese: il Ministero degli Esteri di Tel Aviv (che ricordiamo è gestito direttamente dal Primo Ministro Netanyahu) ha sconfessato l’intervento del proprio ambasciatore in Ungheria affermando che la sua dichiarazione era dettata solo dalla preoccupazione che la campagna anti-Soros potesse alimentare anti-semitismo nel Paese e ha aggiunto (tenetevi forte!!!): "che le sue frasi in alcun modo intendevano delegittimare la critica di Budapest a George Soros, il quale continua a minare i governi israeliani eletti democraticamente, finanziando organizzazioni che diffamano lo Stato ebraico e cercano di negare il suo diritto di difendersi". Ecco il paradosso del filantropo ebreo-ungherese, nemico degli ebrei e degli ungheresi.  ODI ET AMO La storia di questo "Shelob del Nuovo Ordine Mondiale" dovrebbe far riflettere le anime candide dell’occidentalismo arcobaleno e quei governanti che accolgono a braccia aperte questo signore quando viene a dare ordini su come nazioni sovrane debbano gestire il dramma dell'immigrazione che lui alimenta e promuove. Soros odia ogni patria e ogni uomo che si riconosce nella propria. Perché, da "maestro" dell'élite globalista, l'unica patria che ama è il suo denaro e l’unica umanità che riconosce è quella che lui può comprarsi. Su Twitter: @GiampaoloRossi Articoli correlati: Lo schema Soros e l’immigrazione indotta Soros, lo Shelob del Nuovo Ordine Mondiale Macedonia di Soros Orbán vuole “spazzare via” Soros Il manovratore della crisi ucraina Il delirio di Soros e i veri nemici dell’Europa