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Fabrizio Boschi

17 Gennaio Gen 2018 17 gennaio 2018

La Boschi non è profeta in patria

Chi di querele ferisce, di querele perisce. La sensibilità di Maria Elena Boschi (nella foto) per le notizie (vere) che parlano di lei su libri e giornali, alle quali lei replica senza batter ciglio con minacce di denunce, adesso viene messa a dura prova nella sua terra di origine. Finalmente, dopo tanti bocconi amari ingoiati per colpa sua, Arezzo si è svegliata e il sindaco di centrodestra, Alessandro Ghinelli, è corso ai ripari per salvare quel poco di reputazione che ancora è rimasta alla città. «Arezzo viene associato sempre alle vicende della famiglia Boschi su Banca Etruria e agli obbligazionisti truffati, per questo farò causa alla Boschi e a suo padre Pier Luigi per danno di immagine», ha detto perentorio il primo cittadino a KlausCondicio. Secondo una perizia, citata dal sindaco di Forza Italia, l’impatto della vicenda Etruria su Arezzo, avrebbe procurato un ritorno d’immagine negativo per milioni di euro. «Non sono in grado di dare cifre — ha sottolineato Ghinelli — ma sono mesi che, del tutto immeritatamente, il brand Arezzo, sulla stampa italiana e internazionale, nei telegiornali della Cnn, sulla tv tedesca, sui giornali francesi, spagnoli perfino cinesi, viene associato alle vicende della famiglia Boschi, a storie di presunte truffe dei risparmiatori e manipolazioni. Per questo riteniamo l’atto un segnale anche verso i cittadini infangati internazionalmente dalla Boschi e dalla sua famiglia senza aver fatto assolutamente nulla per meritarlo. Il ricavato della causa lo destinerò totalmente al ristoro dei cittadini che hanno perso tutto con l’azzeramento di Banca Etruria». E il tutto detto senza essere nemmeno in campagna elettorale (Ghinelli è stato eletto nel 2015). Il sindaco poi tocca un altro tema spinoso, ovvero l’ennesima promessa annunciata e non mantenuta da Matteo Renzi. «Leggo incredulo che fra i possibili candidati del Pd al Senato nel collegio di Arezzo non figura il nome di Renzi, colui che con un decreto ha cancellato la nostra banca e i nostri risparmi. Il 10 settembre scorso tornò nella nostra città e, con l’umiltà che lo caratterizza, dichiarò che si sarebbe candidato al Senato ad Arezzo. Ora Renzi scappa come un coniglio, sapendo di aver sparato un’altra bufala delle sue. Per l’ennesima volta si prende gioco degli aretini che attendevano il 4 marzo per dirgli nelle urne cosa pensano delle sue smargiassate. Oltre al danno una ulteriore inaccettabile beffa». Non solo «il cuor di leone di Rignano, il bullo di campagna» scappa da Arezzo (e figuriamoci se aveva il coraggio di candidarsi davvero, come promesso, ad Arezzo), ma si è premurato anche di silenziare le dichiarazioni e limitare le ospitate tv della sua Mery (come la chiamano in Transatlantico). Sono settimane che lei (e pure l’altro suo profeta, Luca Lotti) non proferiscono più parola e non twittano più sui temi caldi della campagna elettorale. Ogni volta che appaiono in tv, infatti, Renzi perde l’1%.