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Antonello Angelini

24 Febbraio Feb 2018 24 febbraio 2018

La Bonino che dice della vicenda Embraco ? Ci vuole ancora più Europa?

  La vicenda Embraco è ovviamente solo l’ ultima della serie di delocalizzazioni fatte da proprietari stranieri ma anche italiani a danno dei lavoratori italiani. Quando i nostri politici sostengono che “ bisogna attirare capitali stranieri” a mio avviso non sempre sanno quello che dicono. Attirare capitali che poi vanno remunerati per esempio. Attirare capitali stranieri che comprano nostre aziende significa anche che eventuali utili andranno all’ estero e magari saranno reinvestiti o spesi all’ estero. A nessuno dei nostri politici non viene in mente che dopo aver acquisito marchio e tecnologia , le produzioni verranno spostate all’ estero? Oltretutto stiamo parlandi spessissimo di aziende come Embraco che hanno avuto numerosi finanziamenti e aiuti pubblici. L'azienda Embraco ha incassato cinque milioni a fondo perduto dall’allora ministero delle Attività produttive e quasi otto milioni di euro dalla Regione Piemonte. Nel 2005 è partita la cassa integrazione straordinaria a patto che nessun dipendente fosse cacciato fino al 2011. Nel 2014 chiesti altri fondi per la reindustrializzazione. E la giunta Cota si era impegnata a trovare 2 milioni. Ora da cittadino e pagatore italiano di tasse , vorrei che le mie tasse fossero spese per aiutare a creare occupazione in Italia non in Slovacchia. Anzi se veramente fossimo uno stato sovrano io farei una legge per la quale nessuna azienda che abbia usufruito di aiuti statali compresa la cassa integrazione , possa poi per 10 anni delocalizzare fuori Italia. Vi pare una legge così assurda? Un vincolo tra il popolo che ti finanzia a fondo perduto e lo stesso popolo di lavoratori, che possa instaurare un vincolo di reciproco rispetto.  Altrimenti nazionalizzazione. Non mi pare così complicato. I fondi dati sia sotto forma di cassa integrazione ordinaria o straordinaria , sia sotto forme di altri finanziamenti regionali, statali o altro, diventano capitale sociale dell’ azienda che viene di fatto nazionalizzata. Il problema è come sempre in UE. Italia è il secondo o terzo (credo) contributore netto in UE , questi fondi vanno a paesi che non sono dentro la moneta unica e che sono in via   di sviluppo, dove il lavoro costa meno sia per situazioni economiche che monetarie differenti (Romania – Bulgaria- Slovacchia etc) e questi paesi utilizzano i soldi che hanno dalla UE per tenere basse le tasse e il costo del lavoro. Quindi di fatto con i soldi anche nostri (sottolineo ANCHE) la Slovacchia o altri paesi ( Spagna per esempio viste le iniezioni di liquidità concesse) , si prendono le nostre aziende ma soprattutto aggravano la disoccupazione già terribilmente alta in Italia. Un comportamento masochistico . Tutto perché vogliamo stare in EUROPA con una moneta sbagliata per noi e con regole che vanno contro i nostri interessi. Oltretutto quando invece si tratta di acquisire noi qualche società francese (ogni riferimento è puramente voluto) questo poi non risulta possibile in barba alle libere leggi del mercato UE. Di fatto la gran parte della Embraco e tante altre aziende che hanno delocalizzato , la paghiamo noi contribuenti , in maniera diretta o indiretta , per fare la felicità dei lavoratori slovacchi. Complimenti a Calenda e a tutti gli europeisti. Venerdì scorso la guardia di Finanza ha fatto un controllo nello stabilimento di Riva di Chieri e fotografato i macchinari acquistati alcuni anni fa con i fondi regionali. Sarà mica il caso di passare tutto al setaccio ? La Bonino che ne dice di tutto questo? Ragazzi l’ Europa non funziona . Ci vuole più Europa.