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Ulisse Severino

28 Agosto Ago 2015 28 agosto 2015

Dalla Cina con dolore.

Il nostro ferragosto è stato allietato dalle pessime notizie provenienti dalla Cina e dai paesi limitrofi. La borsa con gli occhi a mandorla è tornata sui livelli del 2009 rimangiandosi un notevole rialzo, così come la maggior parte delle altre economie emergenti viste al pari degli USA, come uno dei driver della crescita economica mondiale. Le valute di questi paesi così come le materie prime hanno subito violenti ritracciamenti, temendo gli operatori un brusco rallentamento della loro crescita economica. Anche gli Stati Uniti non sono stati immuni dal contagio, ma è bastato far slittare la decisione di alzare i tassi da settembre a fine anno, per ridare fiato alla vera locomotiva  del mondo. Le ragioni del crollo della borsa cinese sono varie ed ascrivibili ad una serie di fattori che tralascio di trattare per non tediarvi con inutili sofismi già abbondantemente trattati in questo periodo. Da non trascurare, però, sono gli effetti che questi crolli avranno anche alle nostre latitudini e che per ora si sono fatti sentire con notevole enfasi solo in tutti i TG. Gli effetti concreti dell'influenza cinese, infatti, non tarderanno a impattare la nostra già esangue economia che da inizio anno, nonostante le amorevoli e sapienti cure del nostro governo, è cresciuta solo dello 0.5%. Purtroppo effetti positivi di questa crescita non si sono visti nell'economia reale, tanto è vero che anche il miracoloso jobs act avrebbe creato solo la metà dei posti di lavoro previsti - ministro Poletti dixit. In nome di un presunto progresso, la nostra Costituzione, che è tra le migliori al mondo, è stata violentata sull'altare della riforma del lavoro, ma purtroppo non si sono visti i frutti sperati! Il Premier continua a sbandierare tagli di questa o quella tassa, compiacendo solo il fior fiore della nostra classe dirigente che lo sostiene pubblicamente, senza però fare una scommessa seria e concreta investendo risorse sulla ripresa del nostro Paese: della serie "armiamoci e andate!" Ritengo che i tagli alle tasse ad oggi senza copertura e comunque irrisori, al pari degli 80 euro, non siano utili a far bere il cavallo che preferirà continuare a risparmiare queste risorse, nella migliore delle ipotesi. Si continua ad invocare un intervento massiccio di politica fiscale da parte dell'Europa, e oggi ancora di più con la questione cinese, ma visti gli effetti e soprattutto le tempistiche delle istituzioni europee, faremo in tempo a chiudere baracca e burattini! Pensare che il Giverno, nonostante i continui "regali", possa convincere le banche ad allargare i cordoni della borsa affinché prestino soldi in maniera meno stringente, sembra ugualmente tempo perso. Alla luce di questo stato di cose e dovendo rimanere nei parametri di Maastricht, io non vedo altre soluzioni che tagliare selvaggiamente la spesa pubblica improduttiva, finanziando con il ricavato infrastrutture e reti che rendano più moderno e attrattivo il nostro Paese. In questo scenario il Premier non può sperare di continuare a campare lanciando slogan di ogni tipo appena si trova su un palco e parla ad un microfono. Non può sperare che l'opinione pubblica sia sempre distratta da qualche tragedia umanitaria o da qualche fenomeno di costume! O decide di giocarsela una volta per tutte o abbia la compiacenza di dimettersi, solo così smetterà di fare la "macchietta" che può andare bene sul palco di un teatro di varietà, ma non alla guida del nostro grande Paese.