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Nicolò Petrali

28 Agosto Ago 2017 27 giorni fa

Il Nuovo Mondo è diventato vecchio

Fino a qualche anno fa gli amanti della libertà europei potevano ancora contare su di una certezza: l'America. Nella disperazione di veder naufragare il proprio paese sotto il peso di ideologie liberticide, dell'ignoranza e del politicamente corretto, il solo fatto che al di là dell'oceano esistesse un mondo libero e più giusto, costituiva una vera e propria ancora morale a cui aggrapparsi. I più fortunati e temerari vi si trasferivano, gli altri si accontentavano di un viaggetto ogni tanto. Facevano incetta di libertà e poi tornavano in gabbia. Ebbene oggi, a giudicare da quello che vediamo e leggiamo, scopriamo tristemente che il Nuovo Mondo è sempre più simile al Vecchio. Per la verità è un processo iniziato tempo fa - i più intuitivi ne avevano già colto le anticipazioni e i segnali - ma oggi è ormai evidente a tutti. La risposta americana all'elezione di Trump ha messo in moto un meccanismo non troppo diverso da quello dell'Italia con Berlusconi. Per non parlare del grande consenso riscosso da Bernie Sanders, socialista dichiarato, alle ultime primarie del partito democratico, cosa inimmaginabile fino a qualche anno fa. Non ultima, la questione dei monumenti confederati, contro cui si sta scagliando l'odio della nuova America progressista. A Baltimora, nel Maryland, un monumento sudista è stato addirittura imbrattato con falci e martelli, simbolo che noi purtroppo conosciamo bene, e con la scritta "Fuck Amerika".   Negli ultimi giorni ho letto molti articoli su questo argomento che mi sta particolarmente a cuore. Da studioso e appassionato di guerre civile americana (anche se non mi piace chiamarla così), non voglio politicizzare la questione o ribattere alle numerose ricostruzioni fantasiose che sono state fatte sulla stampa riguardo a un avvenimento storico che io considero tra i più affascinanti da approfondire per pregnanza e complessità. La storia è lì, basta studiarla. Interpretarla con la consapevolezza moderna e deformarla con l'ideologia lede già abbastanza la dignità di chi lo fa, senza necessità di ulteriori commenti o spiegazioni. Come nel caso del vandalo minorato che ha insozzato il monumento di Baltimora. Anche perché, parliamoci chiaro, sarebbe inutile parlare di storia. In questa vicenda la storia è solo una scusa. Un pretesto per attaccare il mondo libero, per minare le basi della società americana, il sogno americano, l'eccezionalità di quel Paese. Non è un caso che la scritta si scagli contro l'intero paese e non contro il razzismo o contro gli avversari politici. E che si accompagni con il simbolo che più di ogni altro ha odiato gli USA e tutto ciò che rappresentavano, vale a dire la libertà. Su una cosa però, purtroppo, il vandalo minorato di Baltimora ha ragione. Sul monumento in piccolo si può leggere "The old world is dead". Non si riferisce tanto alla Confederazione, ma agli Stati Uniti. A quello che hanno sempre rappresentato. La globalizzazione che avrebbe dovuto americanizzare il mondo ha avuto invece l'effetto contrario. L'ideologia liberticida per eccellenza, il comunismo (in tutte le sue forme), è stato sconfitto dalla storia, ma paradossalmente non è stato estirpato dal cuore delle persone. E questo è l'unico caso in cui la storia riesce ad essere scritta dagli sconfitti. Gli amanti della libertà speravano che almeno l'America si potesse salvare. Oggi invece hanno chiara consapevolezza che sarà solo l'ultimo paese a perire. Il Nuovo mondo è diventato vecchio. Ora siamo noi gli sconfitti. Non ci resta che andare a far compagnia al generale Lee e ai suoi confederati, tra gli onorevoli vinti della storia. Per restare aggiornato sui post di questo blog visita e metti il like alla pagina Facebook L’antistato, blog di Nicolò Petrali