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Nicolò Petrali

11 Gennaio Gen 2018 11 giorni fa

Italia: l'inferno della legittima difesa

Giuseppe Chiarini. Walter Onichini. Giuliano Barbieri. Rispettivamente condannati per tentato omicidio a 2 anni e 8 mesi (più risarcimento danni), quattro anni e undici mesi (più interdizione temporanea ai pubblici uffici e risarcimento di 24.500 euro), e 3 anni e 1 mese ( più pagamento dei danni in sede civile). Prendendo in esame solamente gli ultimi due mesi, i numeri legati alla legittima difesa in Italia sono impietosi. E ci raccontano di un paese che in sede giudiziaria punisce chi si difende, chi tenta di fermare un furto, chi si trova costretto a difendere la propria vita o quella di un suo caro. L'unica eccezione a confermare la regola è stata il caso del gioielliere pisano Daniele Ferretti per cui è stata chiesta l'archiviazione. Bontà loro visto che dalla perizia è risultato che il bandito ha sparato per primo. Insomma, ti difendi durante una rapina? O sono i malviventi a sparare prima di te, oppure passi dei guai e molto probabilmente finisci condannato. Hanno provato a raccontarci che alla fine i cittadini per bene venivano tutti assolti. Che sì, magari potevano subire 4-5-6-10 anni di processo (cosa volete che sia? i tempi della giustizia sono quelli) ma che poi di fatto venivano tutti scagionati. Questi ultimi mesi smentiscono clamorosamente questa tesi. In Italia si tende a condannare i cittadini onesti che lavorano, pagano le tasse e che mandano avanti questo sistema ingiusto che di fatto tutela di più chi delinque. E' populista affermare ciò? No, è la realtà e lo abbiamo dimostrato numeri alla mano. Un paese come il nostro non può che essere definito "L'inferno della legittima difesa". E sarà proprio questo il titolo di una tavola rotonda che si terrà sabato 20 gennaio a Milano in via Montesanto 5 (Spazio Pin, Zona Repubblica) alle ore 15.30. Italia: l'inferno della legittima difesa. Un evento organizzato da UNAVI, Associazione nazionale vittime, e che deve il suo nome, oltre che a un dato di realtà anche alla crasi dei titoli dei due libri che verranno presentati in quell'occasione. "L'inferno di Ponte di Nanto" scritto dal poliziotto Paolo Citran, che racconta la vicenda del celebre benzinaio veneto Graziano Stacchio che uccise un bandito nel tentativo di salvare la vita di un'innocente, e "Legittima Difesa", scritto da me (giornalista) e da mio fratello Marco Petrali (avvocato di papà al processo), che narra la storia di nostro padre che uccise un malvivente durante una violenta rapina all'interno del suo bar. Oltre a noi autori saranno presenti all'evento anche i due protagonisti di questi due drammi, Graziano Stacchio e Giovanni Petrali, il celebre psichiatra e scrittore Alessandro Meluzzi, il presidente di UNAVI Paola Radaelli, e la giornalista Manuela Donghi che modererà il dibattito. Interverrà inoltre Giulio Magnani, presidente di Comitato direttiva 477, associazione che tutela i diritti di chi detiene armi legalmente. Nonostante si collochi in piena campagna elettorale, l'evento sarà apolitico e apartitico. Sarà occasione di arricchimento culturale e di confronto. Le frasi fatte e i luoghi comuni non vi troveranno spazio. Il tema della legittima difesa è troppo serio per essere banalizzato. E una pessima legge ormai arenata in qualche antro oscuro del senato è l'ennesima conferma di una distanza ormai incolmabile tra le persone comuni e la nostra classe politica. Una soluzione definitiva al problema esiste. Ne parleremo sabato. Per vedere l'evento facebook, clicca qui. Vi aspetto! Per restare aggiornato sui post di questo blog visita e metti il like alla pagina Facebook L’antistato, blog di Nicolò Petrali