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Nicolò Petrali

19 Ottobre Ott 2017 19 ottobre 2017

Referendum: ultimo appello per lombardi e veneti

Qualche considerazione a 3 giorni dal referendum lombardo-veneto sull'autonomia. Ieri sono stato ad un incontro all’Università Statale di Milano tenuto da due illustri accademici (uno per il sì, l’altro per il no/astensione) nella speranza di riuscire a farmi spiegare e a trovare almeno un motivo valido per votare no il giorno 22. Ebbene, a margine delle due ore di dibattito, non ne è emerso nemmeno uno. Esiste qualche argomentazione per altro anche condivisibile legata al voto in sé, al post-voto, a chi lo ha promosso e perché, a quello che si poteva fare prima e magari diversamente ecc... ma nel merito della questione, e cioè la giustizia territoriale e gli oltre 70 miliardi annui che Lombardia e Veneto pagano per far parte del “prestigioso” club chiamato Italia, nulla di nulla. Al che, se nemmeno persone di comprovata cultura riescono a produrre motivi sensati a favore del “no”, posso concludere che: 1) Non esistono motivi economicamente validi per votare no. 2) Non esistono motivi razionalmente validi per votare no. 3) Non esistono motivi economicamente validi per votare scheda bianca. 4)Non esistono motivi razionalmente validi per votare scheda bianca. 5) Esistono numerose argomentazioni per non recarsi al seggio, come nella maggior parte delle consultazioni oserei dire, ma le conseguenze politiche che deriverebbero da questa scelta sono, a mio parere, ben peggiori rispetto a quelle che si avrebbero con una grande affluenza a favore del sì. 6) Questo referendum va visto solo ed esclusivamente come un segnale politico che lombardi e veneti DEVONO dare al governo centrale anche solamente per amor proprio, della giustizia e della meritocrazia. Bisogna fare in modo che siano altri a non permettere di tenere i quattrini là dove vengono prodotti. Ma lombardi e veneti non devono trovarsi un domani nella condizione di dover piangere se stessi come causa del proprio male. Pena: la sepoltura definitiva della "questione settentrionale". Dunque, se si vuole votare solo ed esclusivamente per ciò che è giusto, il sì è l’unica opzione. Questi concetti ho espresso ieri rivolgendomi al professore a favore del no/astensione. Mi ha risposto il professore per il sì. Evidentemente, se si è intellettualmente onesti, non è possibile replicare. Contraddire la matematica, fortunatamente, non è ancora possibile nemmeno per persone di sinistra. Per restare aggiornato sui post di questo blog visita e metti il like alla pagina Facebook L’antistato, blog di Nicolò Petrali