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Matteo Muzio

28 Agosto Ago 2015 28 agosto 2015

Anche agli americani piace un Berlusconi?

Un imprenditore dai modi schietti e famoso per le sue apparizioni in tv, per la sua vita sentimentale turbolenta e per la pettinatura che alcuni giudicano "discutibile". Questo è Donald Trump, imprenditore immobiliare 70enne e nota personalità televisiva che, a sorpresa, è finito in testa al vasto campo di candidati repubblicani alle primarie 2016. I moderati Jeb Bush e John Kasich, così come i conservatori Ted Cruz e Mike Huckabee, sono stati choccati da questa irresistibile ascesa. Più il candidato viene attaccato, più cresce nei sondaggi. E anche i favoriti della prima ora, come Marco Rubio e Scott Walker, sono sempre più marginalizzati. Anche se il suo gradimento presso i latinoamericani, urtati dall'essere definiti "stupratori", ha raggiunto un livello bassissimo, è convinto comunque di vincere la nomination, dato che le regole repubblicane delle primarie favoriscono chi è in testa nei sondaggi. La sua fiducia nella vittoria finale è aiutata anche da un altro fatto: i candidati democratici sono quasi tutti provenienti dagli stati del Nord-Est e l'ultimo candidato ad aver vinto un'elezione proveniendo da quegli stati fu John Fitzgerald Kennedy nel 1960. Ma c'è un fatto che dovrebbe allarmare i fan dell'eccezionalismo americano: la destra di Trump è una destra, con toni anche estremi, molto corporativa e favorevole a massicci interventi pubblici. Due articoli della rivista conservatrice The National Review mettono in luce questo fatto. Il primo dimostra come anche la politica americana ormai sta slittando sempre più su un asse europeo di opposizione socialismo-conservatorismo, con il liberalismo schiacciato tra i due vasi di ferro. Il secondo spiega come il piano di Trump sulla deportazione degli immigrati illegali nel paese sarebbe NOVANTAQUATTRO VOLTE più dispendioso dell'internamento dei cittadini giapponesi durante la Seconda Guerra Mondiale. Dimostrando un uso spregiudicato della forza pubblica che farebbe finire la breve storia del partito repubblicano come partito della spesa pubblica ridotta, delle poche tasse e del governo limitato. La leadership repubblicana dovrebbe stare molto attenta quindi, prima di perdere la sua anima.