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Amani El Nasif

9 Aprile Apr 2015 09 aprile 2015

A quando la fine di questo massacro?

"Dove le unghie si strappano ai bambini e non al regime, il silenzio dell'occidente aiuta il massacratore siriano, Bashar al Assad". Il 2011 è stato l'anno della rovinosa caduta di regimi e dittatori al potere da decenni e, per questo ritenuti "intoccabili". Un nome che manca è quello di Bashar Al Assad.Non bisogna però dimenticare che Assad è appoggiato dall'Occidente, dall'Iran e dalla Russia, quindi almeno teoricamente è impensabile la sua caduta. Al contempo il popolo siriano non ha più intenzione di tornare al passato e il regime farà sempre più fatica a zittire le madri e i loro figli.Da anni il popolo siriano lotta contro il regime e il supporto della tecnologia attraverso piattaforme di condivisione globali sono anche in questo caso il mezzo principale di comunicazione verso il mondo.  Come già accaduto in Tunisia, in Egitto e in Libia, questi strumenti, foto, immagini, video e testimonianze sono essenziali per mostrarci cosa accade ogni giorno.Un ponte virtuale che permette di mettere in contatto i rivoluzionari Siriani direttamente senza dover passare attraverso i mezzi convenzionali di comunicazione.A tal proposito i media istituzionali dimostrano di non poter raccontare la verità, o meglio di non voler far luce su di essa. L' Occidente non vuole far sapere veramente ciò che accade in Siria, ma si limita a descrivere la rivoluzione in atto con pure statistiche comunicando solo il numero di vittime, senza far luce sul valore delle vite spese in nome della democrazia. Poi ci sono motivi politici, economici e geopolitici che portano ad accentuare questo poco interesse: la scarsa quantità di petrolio e la vicinanza di Israele. Il regime siriano è sempre stato uno dei più duri in medio Oriente e questo fin dagli anni 80 con Hafiz Al-Assad dove dimostrò con la strage di Hama tutta la sua crudeltà. La repressione fu descritta come: «l'atto singolo più letale messo in atto da un governo arabo contro il suo stesso popolo nel Vicino Oriente moderno ».Bashar Al Assad utilizzerà ogni strumento per rimanere al potere. La manipolazione della comunicazione è una delle subdole tecniche e una modalità è quella di intervistare persone prima di eliminarle per fare in modo di far ricadere la colpa su altri.Un esempio è stato l'attacco kamikaze (23 dicembre 2011 Damasco). Durante l'attentato la tv di Stato siriana era già lì con i suoi inviati.Durante l'attentato la tv di Stato Siriana era già lì con i suoi inviati.Come facevano a sapere che ci sarebbe stata un azione terroristica? Dopo qualche minuto, le agenzie di stampa Siriane attribuivano la responsabilità dell'attacco ad Al Qaeda…La parola maggiormente utilizzata durante le rivoluzioni in Nord Africa e Medio Oriente è stata senza dubbio Democrazia.Per noi Siriani, Democrazia, significa poter professare le nostre idee, il credo religioso , avere una vita dignitosa , e scegliere da chi essere guidati ;  oggi invece viviamo con la paura che ogni giorno sia l’ultimo.Lo sapeva molto bene il significato della parola democrazia l’imam anti Assad Abdul Hadi Arwani ucciso ieri a Londra, con dei colpi d’arma da fuoco al torace.Hadi Arwani era da tempo noto per aver preso parte alle manifestazioni contro il regime di Assad, organizzate davanti all’ambasciata Siriana a Londra ed era un punto di riferimento per tutti i membri dell’opposizione che vivono all’ombra del big Ben. Dentro al profondo del mio cuore spero che nasca presto un paese democratico, dove i bambini inizino a vivere il loro presente per poi costruire il loro futuro. E non più morire nel presente per costruire un futuro, perché quello che manca in Siria è la parola vivere. “Siamo tutti sotto lo stesso cielo, ma non tutti abbiamo lo stesso orizzonte".