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Enrico Galletti

7 Agosto Ago 2017 07 agosto 2017

L'amore, quello vero, in una foto

Tre chilometri. Dal parcheggio alla riva del mare. Un mare blu e cristallino. E lui l’ha voluta portare proprio lì, in Sardegna, in una delle spiagge più belle ma anche più difficoltose da raggiungere in auto. Proprio oggi, quando il termometro segnava 39 gradi. Lei paralizzata e lui con un cappello di paglia sul capo per asciugare le gocce di sudore. Tre chilometri a piedi sotto il sole cocente, e con la moglie sulla sedia a rotelle accompagnata fino alla battigia. 39 gradi, ora di punta. A lui Lucifero e il grande caldo devono avere fatto un baffo. Tutta la spiaggia che guardava, mentre lui, un uomo sulla settantina, percorreva il tratto in salita sulla sabbia rovente di mezzogiorno e mezzo. Ho chiesto a quest’uomo, che per un tratto mi ha fatto dimenticare la fortuna del poter muovermi sulle mie gambe, se avesse bisogno di una mano. “Non ti preoccupare -  ha risposto lui con una punta di indifferenza -  sono abituato”. Abituato a cosa? Me lo chiedo, in silenzio. Mentre in tre ci mettiamo a tirare quella sedia a rotelle e ci guardiamo in faccia. Quell’uomo, di cui non riporto il nome, ci spiega di essere abituato alla condizione di auto-insufficienza della moglie. Di quella stessa ‘ragazza’ che trent’anni fa ha conosciuto, tutta abbronzata, e di cui si è subito innamorato. Della stessa donna che adesso è lì, seduta su una sedia a due ruote, con l’unica arma di un sorriso. Forte, vero, sincero. “Nella gioia e nel dolore”, penso io. “Nella salute e nella malattia”. Continuiamo a trascinare la sedia a rotelle. Il silenzio, adesso, è mio. Proponiamo all’uomo di fare una pausa, che avremmo trainato noi la carrozzina fino al parcheggio. Ma lui non accetta. E insiste: “Avete fatto fin troppo”. Ancora silenzio. Una nuova goccia di sudore cade sulla sua fronte. “Non la abbandono mai, mia moglie”. E  in effetti, stamattina, non l’ha portata in un posto qualsiasi. Non si è fermato alla prima spiaggia, di gran lunga più vicina al parcheggio. L’ha portata in quella migliore, lui, il marito con cui quella donna ha condiviso una vita. E se ne è fregato, se in quella spiaggia ancora, nel 2017, non c'è uno straccio di passerella o supporto per le persone disabili. E mi scuso per la foto rubata, ma ci sono immagini che raccontano storie, e che per questo meritano di essere condivise. Lei, la donna, ci ringrazia con un sorriso, per esserci “interessati” a lei. Entrambi sorridono. Io ringrazio loro, un po’ impacciato. Ci salutiamo, ognuno va per la sua strada. Io torno sotto l’ombrellone e loro continuano la lunga salita per arrivare al parcheggio. Nel giro di pochi minuti spariscono dalla stretta stradina sterrata sulla quale ci eravamo lasciati. Resto quasi imbambolato, sperando di incontrarli per una seconda volta. Ma forse non ce n’era bisogno. E, infatti, non ce n'è stato bisogno. Perché il silenzio continuava a parlare anche per loro. E allora tutto tornava. L’amore, quello vero, era lì. Enrico Galletti enricogalletti7@gmail.com