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Antonella Grippo

8 Gennaio Gen 2018 14 giorni fa

Marco Caltagirone, imprenditore e gentiluomo

Lui vanta un'identità composita, dentro la quale l'imprenditore confina immediatamente con l'uomo (nel senso più nobile dell'etimologia latina "Vir-viri). Proprio questo suo tratto peculiare, difficilmente negoziabile, ci costringe a riconsiderare tutti i luoghi comuni circa il "business owner", tradizionalmente inteso. Marco è atipico, inaspettato. Altro da sè.  Dall'emisfero bulimico del Mercato, quale mistica dominante del postmoderno. Ha sguardo che s'inoltra lungo il mondo e che non arretra mai nel ventre molle della mediocrità prudente. Visionario e pragmatico, al tempo stesso. Assertivo e solitario, come sa essere il vento di Maestrale. Per indole ardimentosa, ama attraversare le intemperie di questo nostro tempo, setacciando latitudini seducenti e lontane. Ad altri interdette. In ininterrotto "azzardo ponderato". Il suo è un multiforme ingegno, la cui trama s'intesse di sogni sottratti alla pigrizia della consuetudine. Restituiti all'attualità del "fare", al giorno. Che dismette ogni incertezza. Del resto,"amo sporgermi oltre i perimetri tranquilizzanti, oltre le paludi del dejavu." Marco Caltagirone, 50 anni, romano. Sin da giovanissimo, intraprende la carriera all'estero "per non essere ostaggio di una visione comprimente e circoscritta". Il suo talento si andrà dispiegando in tutto il mondo e conoscerà diverse scansioni : dalla realizzazione di oleodotti in Libia a quella di ospedali e centri commerciali in Cina. La Corsica rappresenta un importante territorio di spettanza della sua holding. Proprio lì, infatti, risultano essere operativi molti cantieri. In Albania ha dato vita a complessi residenziali, che, per armoniosa contiguità con l'ambiente, rappresentano un paradigma di  buona edilizia. D'altro canto, non a caso, lo scorso Marzo è stato insignito a Tirana di un prestigioso riconoscimento: il premio, quale migliore imprenditore italiano. Il raggio d'azione di Caltagirone riguarda anche Montreal. L' avventura più avvincente lo attende nel ravvicinato futuro. A Tokio. Curerà, in qualità di supervisore tecnico, i cantieri già aperti in città, in vista Olimpiadi del 2020. Lo farà su espressa volontà di Yuriko Koike, primo governatore donna della capitale del Giappone. D) Mi racconti : come nasce l'idea di affidare alla sua holding una  consulenza di siffatta rilevanza? R) In realtà, si è trattato di un'alchimìa. Anzi, di una serie di circostanze che hanno prodotto una magnifica alchimìa. Ho conosciuto Yuriko al Cairo. Studiavamo l'arabo insieme. Abbiamo subito inteso che intercorreva tra noi una consonanza di intenti. Quando si dice : le affinità elettive! Parlo di un rapporto di stima che si è andato consolidando via via. Naturalmente, dopo l'incontro in Egitto, ognuno di noi ha seguito la sua traiettoria. Lei, quella politica, io, invece, quella imprenditoriale. Una volta insediatasi alla guida della città e, memore delle caratteristiche che connotano il mio modo di fare impresa, ha ritenuto di avvalersi delle mie competenze urbanistiche. Oggi, in prossimità delle Olimpiadi, mi ha affidato il prestigioso incarico. La cosa mi onora e mi rende felice, soprattutto per il fatto che all'estero si presti attenzione alla creatività del "made in Italy". La mia amica giapponese è straordinaria. D'altronde, sono profondamente convinto del pregevolissimo valore delle donne nelle postazioni d'avanguardia delle istituzioni.   D)Non mi dica, però, che tra i suoi progetti non figuri anche l'idea di tornare ad investire in Italia. R) Certo. Prossimamente. Reinvestirò in Italia. Prossimamente... D) Ci rivela qualcosa in più circa sul suo ritorno in Italia? R) Prossimamente... D) Diciamolo con franchezza : l'Italia , con i suoi bizantinismi giuridici, non rende affatto agevole l'attività imprenditoriale. O no? R) L'Italia ha risorse e potenzialità enormi. Dovremmo vantare un orgogliosa leadership in tutto il mondo. Non capisco perché, al contrario, spesso giochiamo di rimessa, lasciandoci derubricare a fanalino di coda. Occorre rimuovere difficoltà, ostacoli, inutili grovigli di una burocrazia elefantiaca: è tempo di riconquistaree la "pole position" che ci spetta. La politica, dal suo canto, deve farsi carico di una visione più agile e dinamica del sistema produttivo del nostro Paese. Il mio auspicio è che si valorizzi il tratto identitario delle eccellenze italiane. D) A proposito di politica : la sua è una formazione culturale essenzialmente democristiana. Del resto, non ne ha mai fatto mistero. In sintesi, è sempre dell'avviso che Andreotti sia stato l'ultimo, grande Statista della Repubblica? Dopo di lui l'abisso? R) Non rinnego la mia estrazione democristiana. Anzi, la rivendico energicamente. Sì, Andreotti, secondo me. è stato e resta l'ultimo Statista italiano. Gigantesco, se pensiamo a molte figure modeste che oggi popolano il Palazzo. All'epoca dei grandi partiti di massa, la selezione della classe dirigente si operava attraverso criteri rigorosissimi. Oggi, scomparsi  i partiti, che rappresentavano il raccordo vitale tra tutti i segmenti della società ed il Potere, estintesi le ideologie e le opposte concezioni del mondo, la possibilità di scelta per l'elettore è ridotta al minimo. Non si vota più in nome delle appartenenze, ma sulla base dell'apprezzamento del singolo politico, che , meglio degli altri, sappia interpretare le istanze diffuse nel reticolo sociale.   D) Confessi : non ha mai subito la tentazione di un suo diretto coinvolgimento in politica? R) No, mai. Escludo categoricamente questa eventualità. Veda, sono convinto che ciascuno debba fare il suo mestiere, supportato dalle competenze del caso. Non amo le commistioni o le improvvisazioni. In caso contrario, si rischia di non far bene le cose. L'imprenditore faccia l'imprenditore, senza avventurarsi in campi che non gli sono consoni. Ho troppo rispetto della Politica per pensare che possa essere affidata a chiunque. Infatti, il mito della "società civile" prestata alla sfera pubblica è fallito da un pezzo. Intendo continuare a  fare ciò che mi riesce meglio. Per chi voterà il 4 Marzo? Voto all'estero. Se votassi in Italia, sceglierei un vivace signore ce ha più di 80 anni ed è ancora in scena. D) La politica, in ogni caso, sembra aver smarrito il suo "primato" a vantaggio del potere finanziario lungo tutto il pianeta. Vince la tecnocrazia in tutte le sue diaboliche declinazioni? R) Il potere finanziario sempre più tentacolare ha ingracilito la" forza contrattuale" della politica. Ecco perché ritengo che quest'ultima debba riacquisire prestigio ed autorevolezza. Il che non vuol dire che debba riacquisirli a prescindere. La politica deve riappropriarsi di uno sguardo meno egoistico e riconoscere dignità e senso del protagonismo all'intera comunità nazionale. In particolare ai ceti deboli, a quelli che non detengono più la titolarità della loro vita, a causa dei disagi che sperimentano quotidianamente. Ci vuole equità, un distribuzione equilibrata della ricchezza. D) La distribuzione equa della ricchezza non coincide con la logica bulimica e cinica del profitto, stricto sensu. Ergo , che differenza c'è tra un capitano d'azienda ed un arido affarista? R) La differenza è abissale. Il ruvido affarista pensa solo alla fredda , asettica contabilità, ai numeri.Il condottiero d'azienda, invece, lancia sempre il cuore oltre l'ostacolo. Presta attenzione ai suoi compagni di viaggio : ai lavoratori.Io, per esmpio, ricordo i nomi, le storie,l'identità biografica ed umana di tutti i miei dipendenti. Non li considero "contabilità". Hanno volti, gesti, vicende. Sono persone. D'altro canto, me lo faccia dire : se un lavoratore avverte l'attenzione del capo,  si dedica con passione alle proprie mansioni. Partecipa con trasporto alla crescita ed ai successi dell'azienda. La condivisione degli obiettivi è importantissima. Dopo di che, Marco, lei è, indubitabilmente, un uomo  di suadente fascino. Tradotto: uno strafigo. Immagino che nelle relazioni pubbliche, oltre che nella dimensione privata, questa sia un'arma che non dismette.. R) Dice che sono figo? Intanto mi piace sedurre. La mia vita privata è particolarmente discussa. Pensi che mi si sono attribuite spesso relazioni inesistenti. Persino, un love story con una principessa siriana. Bella, certo, bellissima. La cosa, ad ogni modo, è del tutto infondata, non è scoppiata la scintilla, nonostante la reciproca simpatia. In realtà ,oggi, posso dirmi innamorato. Di chi? Non glielo dico. Le suggerisco qualche indizio. Posso essere innamorato solo di una donna in grado di condividere le mie ansie, i miei percorsi.Una donna che sappia vivermi totalmente . L'idea che qualcuna possa starti a fianco, avendo consapevolezza che il tuo lavoro ti costringe ad erranze continue lungo il mondo ed a ritmi incalzanti, è meravigliosa. La complicità ed il rispetto dei reciproci ambiti sono imprescindibili in una storia d'amore. Io, poi, credo nella famiglia, nella solidità degli affetti. Se amo, amo. Detesto le mezze misure. Mi piacciono le uscite in mare aperto. La temerarietà sublime dell'amore. D) Mi racconti dei vizi, ora. Dei suoi vizi capitali. Altro che vizi capitali! Se devi trasgredire, meglio farlo alla grande e praticare il peccato per antonomasia, il Peccato Originale. La verità? Vuole la verità? Mangio la mela.