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Girolamo Tripoli

22 Dicembre Dic 2016 22 dicembre 2016

Attentati inevitabili

A pochi giorni dal natale l'Europa si è trovata, ancora una volta, vulnerabile. È stato colpito uno dei simboli di questo periodo: il mercatino di natale. E poco importa che sia accaduto a Berlino, perché poteva accadere a Londra come a Parigi o a Roma. L'Europa è vulnerabile. Ma anche il resto del mondo è vulnerabile. Gli Stati Uniti lo sono, così come lo è il Canada o qualsiasi altro Paese al mondo. Il perché è presto detto: alcuni attentati non possono essere evitati. Forse qualcuno storcerà il naso dopo questa mia affermazione, ma è una conclusione a cui sono giunto dopo essere stato a New York per 40 giorni. A New York, infatti, è possibile vedere un poliziotto ogni 20 metri circa e nei punti più sensibili ci sono almeno 3/4 agenti in tenuta antiterrorismo (giubbotto antiproiettile, casco e mitra già alla mano). Eppure sono assolutamente convinto che se un lupo solitario volesse fare un attentato a New York ci riuscirebbe benissimo. Prendiamo un sabato sera newyorkese vicino alle feste natalizie, uno di quei sabati che per fortuna mi è capitato di vivere. Uno di quei giorni, verso le 18, sono andato al Rockefeller Center. L'albero era già acceso e le luci natalizie di Sacks si accendevano a suon di musica (ogni 15 minuti circa, questo è lo spettacolo che è possibile vedere proprio davanti l'albero famoso del Rockefeller). Io, almeno un paio di volte, ero lì a godermi lo spettacolo, e oltre a me c'erano tantissime persone. Così tante persone che non si riusciva neanche a camminare sul marciapiede. Era come assistere ad un concerto. Tantissime persone ammassate ai lati della strada (o alcuni anche in strada in mezzo alle macchine) con gli occhi puntati verso lo spettacolo. La polizia c'era, certamente, ma se qualcuno avesse voluto fare un attentato ci sarebbe riuscito senza ombra di dubbio. Sarebbe infatti bastata una piccola carica esplosiva dentro un qualunque zaino e chiunque nel raggio di 10 metri sarebbe morto (considerando l'alta densità che ho visto probabilmente ci sarebbero stati almeno 10/15 morti e altri 15/20 feriti in modo grave, senza considerare il resto dei feriti). [caption id="" align="alignright" width="550"] Luci natalizie davanti Sacks a New York. Sotto tantissima gente ad osservarle[/caption] Ma questa cosa è applicabile a qualunque città occidentale. Nelle ore di punta ci sono milioni di persone che si spostano su mezzi pubblici ammassati o che si trovano in luoghi affollati per assistere ad un evento aperto al pubblico. Ecco, questi attentati sono inevitabili. Poi possiamo parlare del fatto che alcune persone non devono trovarsi in Europa perché già raggiunti da provvedimenti di espulsione (e allora lì sì che qualcosa non ha funzionato), ma alcuni attentati sono inevitabili. A meno che ogni persona non venga controllata e ogni zaino non venga aperto. Oppure ad ogni mercatino (e non parlo di quelli di natale, parlo di un qualunque mercatino esistente nel mondo occidentale) devono essere previste barriere in cemento armato, o prima di entrare nella metro o sui mezzi pubblici bisogna passare attraverso un metal detector così come per assistere ad un qualunque evento pubblico. Ma siete davvero convinti di poterlo sopportare? Ho visto gente in aeroporto che si lamentava per gli eccessivi controlli (il metal detector suonava e loro sbuffavano). Alcuni attentati sono inevitabili, e forse è proprio qui che i terroristi hanno vinto: farci capire che possono colpirci in qualunque momento. Ma anche noi possiamo vincere: continuare le nostre vite e fargli capire che non abbiamo paura. Che continueremo ad andare ai mercatini, nei mezzi pubblici o in luoghi affollati.