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Girolamo Tripoli

7 Novembre Nov 2018 11 giorni fa

USA 2020

È partita ufficialmente la corsa alle presidenziali 2020. Anche se mancano due anni, la politica americana adesso si concentrerà solo sulla conquista della Casa Bianca. Il giro di boa del primo mandato presidenziale è andato, le midterm hanno lasciato ai democratici e ai repubblicani conferme e incertezze. Ora i due partiti inizieranno a lavorare nell'ombra per le prossime elezioni. I repubblicani I sondaggi li davano per sconfitti, sembravano dovessero perdere sia la Camera sia il Senato, poi poco prima dell'apertura delle urne qualcuno ha ipotizzato un pareggio e così è stato. Hanno perso il controllo della Camera, e non accadeva da otto anni, ma al tempo stesso hanno addirittura aumentato il vantaggio al Senato. Trump, dunque, sarà ancora il leader dei repubblicani tra due anni e proverà ad ottenere il doppio mandato. Ha monopolizzato l'attenzione politica all'interno del proprio partito, non ha avversari (né giovani né anziani) che possano togliergli la leadership, e l'unico vero e duro oppositore è morto poco tempo fa: John McCain. I repubblicani, che piaccia o meno a chi tira i fili del partito, sono Donald Trump. Dubbi: la perdita della Camera potrebbe essere l'inizio della caduta per i repubblicani, un sintomo di una eventuale perdita di consensi che va curato se vogliono restare alla Casa Bianca fino al 2024. Certezze: Donald Trump I democratici Hanno riconquistato la Camera ma hanno perso ulteriormente al Senato. Pensavano che il movimento del MeToo e quelli a sostegno dei migranti (nati dopo la separazione delle famiglie nel Sud del Paese) potessero in qualche modo portare consenso, ma così è stato solo a metà. Il sistema di voto statunitense, infatti, non porta necessariamente alla vittoria chi ottiene più voti (già due anni fa Hillary Clinton ottenne più preferenze rispetto a Trump, eppure perse lo stesso). I democratici devono riconquistare tutte le aree rurali che, adesso, sono diventate un feudo trumpiano (più che repubblicano). È comunque una mezza vittoria che può lasciare qualche speranza per il 2020. Dubbi: il partito non ha ancora espresso nessuna forte personalità che possa contrastare Trump. Tra i più anziani Sanders ha riconquistato la vittoria nel Vermont, ma già due anni fa perse contro la Clinton e non sembra essere in grado di poter lottare per la presidenza. Tra i giovani invece O'Rourke ha perso, seppure di poco, in Texas contro Ted Cruz (sconfitto due anni fa nelle primarie repubblicane da Trump). C'è il giovane Joseph Patrick Kennedy (nipote di Robert Kennedy) ma non sembra avere ancora la caratura e uno spessore degno del suo cognome. Certezze: la riconquista della Camera dopo otto anni può portare speranza ai democratici, può essere l'inizio della risalita per la conquista della Casa Bianca   Post Scriptum: cercherò di dare un seguito a questi post, magari a cadenza bisettimanale, in modo che possiate seguire anche voi la corsa alle presidenziali del 2020. Due anni sembrano tanti ma, in realtà, volano. Intanto per ulteriori e piccoli aggiornamenti, anche quotidiani al di fuori di questo blog, se volete, potete seguirmi su Twitter cliccando qui o su Instagram cliccando qui.