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Marcello Foa

20 Aprile Apr 2017 20 aprile 2017

Quando lo spin ti cambia l'anima

Uno spin doctor ti può cambiare la vita. E in soli 7 giorni può permettere a una giovane candidata, tanto entusiasta quanto ingenua, di vincere le elezioni, contro ogni logica e contro ogni pronostico. Ma a un prezzo decisamente alto: quello di rinnegare se stessa, di mutare pelle, anima, personalità. Una giornalista italiana, Laura Olimpia Salvatore, ha scelto di descrivere il mondo dello spin, ovvero della comunicazione politica estrema, ricorrendo alla finzione letteraria e immedesimandosi in Alice, la protagonista, che nelle sua veste di amica e di principale assistente di Marina, candidata alle primarie in una città di provincia, vede compiersi la trasformazione, miracolosa in termini elettorali ma sconvolgente nel suo messaggio morale. “Spin”, pubblicato da Gedit (Carrara, 2016), è un romanzo di piacevole lettura, che, di pagina in pagina, permette al lettore di vivere gli entusiasmi di una campagna elettorale condotta da una candidata dalle eccellenti intenzioni, che esce della società civile (Marina è un avvocato), ma, proprio perché a digiuno di politica, ingenua e sprovveduta. In “Spin” bastano sette giorni a un esperto spin doctor, Gianni, per ribaltare l’esito della campagna. Nella realtà i tempi non sono mai così rapidi, ma l’idea di concentrare in un breve arco di tempo il suo intervento è azzeccata, permette al lettore di appassionarsi alla storia umana di Marina e soprattutto di Alice, percependo gli effetti di tecniche sconosciute al grande pubblico. Sia chiaro: la comunicazione politica è indispensabile nelle odierne campagne elettorali, ma diventa pericolosa quando cede alla tentazione della manipolazione sociale. Laura Olimpia Salvatore, da giornalista dell’emittente italiana Antenna3, certe dinamiche le ha, chiaramente, osservate sul campo e le descrive con mano felice, permettendosi giudizi di grande precisione. Ad esempio, quando descrive gli entusiasti studenti reclutati da Gianni, che lavorano con lena e una certa supponenza, nella convinzione di essere non strumenti ma coprotagonisti in quanto privilegiati adepti del guru. “Non si accorgono di essere le prime marionette che Gianni ha legato alle sue mani di persuasore occulto. Sono anche loro le vittime inconsapevoli dell’obiettivo dello spin doctor: controllare le masse a loro insaputa”, scrive la Salvatore con raro acume, centrando quello che è un aspetto tanto importante quanto misconosciuto o troppo superficialmente relativizzato non solo dagli elettori ma anche dai giornalisti. La comunicazione politica moderna scavalca i recinti ideologici, considera ininfluenti i programmi elettorali, preferendo puntare sulla persuasione, sia quella lecita (e non c’è nulla di male), sia quella arditamente subliminale, manipolatoria, che è fonte di grandi successi elettorali, ma anche della crescente disaffezione dei cittadini per la politica e del logoramento delle nostre democrazie. “Spin” accende una spia nella coscienza del lettore, facendogli capire cosa avviene dietro le quinte di una campagna elettorale troppo spinta, condividendo le speranze e le amarezze di chi, come Alice, si illude che bastino le migliori intenzioni per servire la comunità, per fare buona politica.