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Fabrizio Dell'Anna

15 Giugno Giu 2015 15 giugno 2015

Divorzio breve, Governo pavido

Caro Dell'Anna, sul divorzio breve spiace constatare che il Governo non sia stato in grado di affrontare la questione delle separazioni e dei divorzi in modo coraggioso, garantendo l'uguaglianza delle figure genitoriali nel processo educativo dei figli. Non è giusto che i doveri di cura del minore ricadano solo su un genitore (generalmente la madre), limitandolo nel suo percorso professionale e lavorativo, e gli obblighi di mantenimento solo sull'altro. Ruolo educativo e impegni economici devono essere equamente ripartiti nel rispetto del principio della bigenitorialità e del superiore interesse dei minori. Mi sarei aspettato una riforma più audace. Anche se i tempi si riducono, i problemi restano. Antonio Saggese - Consigliere regionale della Lombardia Ben venga la riduzione dei tempi, ma effettivamente la sensazione è che sul divorzio breve il Governo si sia limitato a fare piccola politica, senza centrare il nocciolo della questione. Il risultato è una legge di mezzo, né carne né pesce, che proietta la doppia illusione di aver accontentato i cittadini, ma anche di non aver scontentato la Chiesa. Il problema - ha ragione Saggese - non era ridurre i tempi, ma garantire la parità genitoriale nell'assunzione delle responsabilità, dei doveri di cura dei figli e degli obblighi di mantenimento, oltre - mi permetto di aggiungere - a una diversa e più giusta regolamentazione della casa coniugale, a un'elencazione delle spese straordinarie definita e uniforme per tutti i tribunali italiani e a un chiaro ed esplicito riconoscimento legislativo della mediazione familiare. La verità è che la politica non ha più la forza (più che la capacità dei singoli, che pure ci sarebbe) di andare oltre lo slogan. E così facendo, che si sia dall'una o dall'altra parte della barricata, i problemi restano. Per tutti.