Unioncamere, in 5 anni
le tariffe alle stelle: +15%
Assicurazioni, record Ue

Unioncamere, in 5 anni<br />
le tariffe alle stelle: +15%<br />
Assicurazioni, record Ue
Inside Over
17 Aprile Apr 2010 17 aprile 2010

Salasso su cittadini e imprese: le tariffe crescono cinque volte più dell'inflazione. Per i servizi locali incremento del 20%: rifiuti e acqua alle stelle (+30%). E sulle polizze dal '96 al 2009 +131%, la media euro è del +35%

Roma - Le tariffe pubbliche sono aumentate negli ultimi 5 anni del 15% (cinque punti in più rispetto all’inflazione), con un incremento del 3,9% nel solo 2009. Lo sottolinea Unioncamere, precisando che per i prezzi amministrati a livello locale l’incremento è stato di oltre il 20% nel quinquennio. In particolare per i rifiuti urbani e per l’acqua il rincaro è stato di circa il 30%. In base ai dati elaborati dall’Osservatorio prezzi e mercati di Unioncamere, le tariffe postali sono rincarate di circa il 13%, le tariffe autostradali di circa il 15%, quelle ferroviarie del 26%, mentre per i trasporti marittimi l’impennata è stata di oltre il 38%.

Settori più colpiti I maggiori aumenti colpiscono, però, le tariffe locali: per i rifiuti solidi urbani il rincaro è stato del 29,1% tra il 2005 e il 2009 e del 4,5% lo scoro anno; per l’acqua potabile invece il rialzo è stato di ben il 31,8% nel quinquennio e del 7,6% nel solo 2009. "Tali aumenti - sottolinea Unioncamere - sono da ascrivere alla convergenza delle tariffe verso livelli compatibili con la totale copertura dei costi del servizio, secondo un processo di ristrutturazione che implica per il settore dei rifiuti il passaggio dalla tassa (Tarsu) alla tariffa (Tia), e per quello dell’idrico il passaggio al metodo normalizzato previsto dalla legge Galli. È evidente - denuncia l’associazione - che questi aumenti contribuiscono a erodere il potere d’acquisto delle famiglie e ad accrescere i costi che gravano sui bilanci delle imprese, in particolare piccole e medie: una maggiore moderazione in questo senso sarebbe auspicabile, soprattutto in una fase come quella attuale in cui gli equilibri economico-finanziari degli uni e degli altri sono già messi a dura prova dalla debolezza del mercato del lavoro e dall’aumento delle materie prime".

Boom delle assicurazioni Dal 1996 al 2009 i prezzi delle assicurazioni in Italia sono aumentati del 131,3%, contro il +35,3% della zona euro. A certificare la galoppata di Rc auto e altri prodotti assicurativi è il quaderno dei prezzi del dipartimento del Tesoro del ministero dell’Economia relativo a dicembre 2009. L’Italia conquista il primo posto dei rincari: al secondo posto c’è il Regno Unito (+78,6%) e al terzo la Spagna (+67,4%). Seguono la Germania (+30,1%) e la Francia (+16,5%). Consistente anche l’aumento dei servizi finanziari (+89,9% contro +43% della zona euro). In generale, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo dal 1996 mostra un forte aumento per la Spagna (+42%) e per l’Italia (+33%), entrambe sopra la media di Eurolandia (+27,8%). Sotto la soglia si trovano invece Francia (+23,4%), Regno Unito (+23,1%) e Germania (+21%).

Le altre voci Secondo lo studio del Dipartimento del Tesoro, tra le voci che più insistono sull’economia delle famiglie e che hanno un andamento superiore a quello medio della zona euro, oltre ad assicurazioni e servizi finanziari, figurano gli affitti, l’acqua potabile, i rifiuti, ma anche l’abbigliamento, le calzature, i mobili, i libri.

Affitti Rincari record anche per gli affitti: il +49% dell’Italia è secondo solo al +72,9% della Spagna e superiore al +28,1% della media, mentre tutti gli altri registrano aumenti molto più contenuti (appena +16,7% la Germania).

Acqua L’acqua potabile è invece cresciuta del 68,4% contro il 41% di Eurolandia, i rifiuti del 68,3% (+55,4% in Europa), l’elettricità del 36,2% (+31,9%), i trasporti marittimi dell’86,2% (+47,2%) e i servizi postali del 37,6% (+27,3%). Anche per il classico shopping in Italia la spesa è aumentata ben più che altrove: per l’abbigliamento si registra un rincaro del 22,4%, che è più del doppio dell’aumento europeo (+8,9%); il +29,8% delle calzature si confronta con il +18,1% di Eurolandia; per i libri in Italia si spende il 34,2% in più, contro il +24,6% dell’eurozona. Molto minore è invece il distacco nel carrello della spesa: gli alimentari dal 1996 a oggi sono aumentati del 32,6% in Italia e del 30% in Europa. Se l’unica voce con il segno meno sono le tlc (-31,1%), in altri casi si registrano invece aumenti inferiori alla media della zona euro. È il sorprendente caso della benzina: la voce carburanti e lubrificanti in Italia è cresciuta del 36,1%, meno degli aumenti registrati in tutti gli altri Paesi presenti nello studio e anche meno della media europea (+54,9%).

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