25 aprile, Cirielli: "Liberi grazie agli americani"

25 aprile, Cirielli: "Liberi grazie agli americani"
Inside Over
23 Aprile Apr 2010 23 aprile 2010

Alla vigilia del 25 aprile, scoppia il "caso Salerno". Il presidente della Provincia "cancella" la Resistenza dal manifesto celebrativo. E punta il dito contro "una certa cultura antidemocratica, per anni a servizio della Russia comunista". Sinistra all'attacco: "Revisionismo"

Salerno - Alla vigilia del 25 aprile, scoppia il "caso Salerno". Il presidente della Provincia Edmondo Cirielli, l’ex deputato aennino oggi Pdl e presidente della commissione Difesa della Camera, "cancella" la Resistenza e la lotta di liberazione dall'occupazione nazifascista dal manifesto celebrativo, come accusa il centrosinistra.

I manifesti della Provincia A Salerno campeggiano i manifesti della Provincia: nessun riferimento - è l’obiezione - alla Resistenza partigiana e alla lotta al nazifascismo, ma un elogio all`esercito americano "per l'intervento nella nostra terra che ha sancito un’alleanza che ha garantito un luogo periodo di pace e di progresso economico e sociale, senza precedenti e che ha salvato l'Italia, come l'Europa, dalla dittatura comunista". Il centrosinistra salernitano parla di "provocazione da guascone" di Cirielli: "Non si può rinnegare la storia" e "piegarla alle contingenti convenienze della politica", attaccano dal Pd. «Polemiche costruite ad arte", si difende Cirielli. Che nega ogni revisionismo: "La presa di distanza dalle conseguenze nefaste per la democrazia dell’esperienza fascista - spiega il presidente della Provincia di Salerno - è, inequivocabilmente, scritta nel testo: 'La Festa del 25 aprile celebra la riconquista della libertà del popolo italiano e la difesa dei valori fondanti per la dignità dell’uomo e per la convivenza civile e democratica della nostra comunità nazionale'. Il riconoscimento dell’impegno, del ruolo svolto dagli italiani che hanno sacrificato la loro vita a fianco degli Alleati per la conquista della libertà è ugualmente presente in maniera centrale come fondativo della nostra nuova Italia".

Le accuse di Cirielli Cirielli punta il dito contro "una certa cultura antidemocratica, per anni a servizio (a volte anche a pagamento) della Russia comunista", che accusa di voler "negare alle giovani generazioni la possibilità di conoscere una serie di verità storiche". Cioè, spiega, che "senza l’intervento e il consequenziale sacrificio di centinaia di migliaia di giovani americani, l’Italia non sarebbe stata liberata e la Coalizione non avrebbe sconfitto la Germania nazista"; che "la Resistenza era un movimento composito che intruppava anche persone che non combattevano per la libertà e per la democrazia, ma per instaurare una dittatura comunista in Italia"; infine, che "se ci avesse liberato l’Armata Rossa, anziché gli Americani, per 50 anni non saremmo stati un paese libero".

Pd: "Fatto vergognoso"
"Il maldestro tentativo di Edmondo Cirielli, presidente della Provincia di Salerno, di rimuovere il valore straordinario della lotta dei partigiani ai fini della liberazione dal nazifascismo è gravissimo e vergognoso". È quanto afferma Antonio Marciano, consigliere regionale del Pd e coordinatore della segreteria campana del partito, in merito alle polemiche scatenate dal manifesto che la Provincia di Salerno ha fatto affigere in vista delle giornata della Liberazione di domenica 25 Aprile. "Tentare di riscrivere la storia è assurdo - sottolinea Marciano - tentare di farlo quando si ricopre una carica istituzionale lo è ancora di più. Se oggi Cirielli e tanti di noi possono essere eletti e possiamo agire in democrazia lo dobbiamo sia agli americani sia ai tantissimi partigiani che per la libertà di questo paese ci hanno rimesso la vita".

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