A 6 anni fanno tiro a segno sulle auto
Intervento nel campo rom di via Bisbino

A 6 anni fanno tiro a segno sulle auto<br />
Intervento nel campo rom di via Bisbino
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18 Maggio Mag 2010 18 maggio 2010

Blitz della polizia nello storico campo nomadi di via Monte Bisbino dopo i ripetuti lanci sulla carreggiata che hanno causato anche un ferito. Gli agenti hanno perquisito tre prefabbricati e sequestrato sei coltelli. E i genitori potrebbero essere presto denunciati per omesso controllo

Delitto e castigo. Per tre bambini rom di 6, 8 e 10 anni e i loro irresponsabili genitori. Che li hanno tranquillamente lasciati «giocare» al tiro a segno, con lanci di sassi e tondini di ferro dal guard rail dell’autostrada A8 contro le vetture in transito verso Varese. Gesti che non potevano rimanere impuniti: una tragedia sfiorata per ben due volte nel giro di 24 ore e per colpa di questi bambini zingari (e dei loro famigliari) residenti nel campo nomadi di via Monte Bisbino, a Baranzate (dove da 30 anni abitano circa 200 rom principalmente di origine serba e bosniaca) non è cosa da poco. Soprattutto se la prima volta la polizia, trovati i minori responsabili di quel «giochetto pericoloso» (tutti penalmente non imputabili per la loro giovanissima età) aveva accondisceso, trattando con il vecchio capo dell’insediamento, a un trattamento di favore per i piccoli. E non prendendo alcun provvedimento contro la loro famiglia a patto che (come il rom adulto aveva promesso) i bambini lasciassero l’insediamento e, soprattutto, lasciassero in pace gli automobilisti. Il bis del lancio di tondini di ferro di sabato, la nuova chiusura del tratto autostradale per ben due ore, la tragedia nuovamente sfiorata con il bilancio di un uomo ferito alla tibia, hanno creato però una situazione insostenibile e anche imbarazzante per le forze dell’ordine. Che ieri hanno reagito con un’operazione di disturbo in grande stile. Facendo irruzione nel campo di via Monte Bisbino con 120 uomini, le unità cinofile e persino gli artificieri.
La tecnica adottata è sempre la stessa, come la filosofia che la guida: se i rom non rispettano la legge, la polizia non rispetta la loro tranquillità. Era già successo dopo le violenze sessuali di gruppo messe a segno da alcuni romeni negli anni scorsi ai danni di coppie di fidanzatini appartatisi in macchina in strade di campagna. Già allora la questura aveva messo a ferro e fuoco i campi rom per farsi consegnare i responsabili del grave reato. Ovvero: o loro, o voi.
Quindi, guidati dagli investigatori del commissariato di Quarto Oggiaro, ieri pomeriggio gli agenti non hanno fatto altro che mettere in pratica una prassi consolidata da tempo e dai risultati pressoché certi. Così innanzitutto hanno perquisito da cima a fondo tre dei moduli abitativi prefabbricati del campo, sequestrando sei coltelli, di cui due a lama lunga. Hanno poi proseguito con l’accompagnamento in questura di 9 adulti (sette serbi e due romeni), con la confisca di una Mercedes Slk trovata nel campo e risultata rubata, consegnando infine a una serba 41enne un mandato di cattura per un cumulo pene di tre anni e sei mesi.
La mossa finale è stata quella più importante. E, tanto perché il messaggio arrivasse forte e chiaro a tutti nel campo, i poliziotti hanno voluto colpire direttamente la famiglia a cui appartengono i bambini lanciatori di sassi e tondini di ferro in autostrada. Loro, i responsabili di quel gioco pericolosissimo, sono appunto tre fratellini di 6, 8 e 10 anni. Fanno parte di un nucleo ben più vasto, hanno infatti ben sei fratelli di cui altri due anch’essi minori di 14 anni. I nove ragazzini sono figli di un rom molto noto agli investigatori di Quarto Oggiaro, un pregiudicato di un certo spessore. Ebbene, lui e la moglie ieri sono stati portati al commissariato dove qualcuno li ha redarguiti pesantemente per l’educazione piuttosto originale e decisamente discutibile impartita ai figlioletti: c’è infatti il forte sospetto che gli adulti abbiano insegnato ai bambini a usare le vetture come tiro a segno o, comunque, pur sapendo cosa combinavano i ragazzini, non abbiano fatto nulla per evitarlo. I poliziotti sostengono di non aver ancora denunciato la coppia per omesso controllo dei bambini, ma niente esclude che il provvedimento possa scattare a breve. Intanto c’è da scommettere che la situazione, lungo l’autostrada, sia già tornata alla tranquillità. E che i piccoli rom andranno a giocare altrove.

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