Via al piano delle riforme
C'è il fisco tra le priorità,
deficit zero entro il 2015

Via al piano delle riforme<br />
C'è il fisco tra le priorità,<br />
deficit zero entro il 2015
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13 Aprile Apr 2011 13 aprile 2011

Via al Piano nazionale di riforme. Tra le priorità del governo rientra la riforma fiscale che verrà attuata spostando l’asse del prelievo dall’imposta diretta a quella indiretta. Undici i punti

Roma - Via libera al Documento di economia e finanza (Def) e al Piano nazionale di riforme. Nessun "lacrime e sangue" ma solo "provvedimenti di economia di bilancio". Secondo quanto deciso oggi dal consiglio dei ministri, a maggio sarà varato un decreto legge che dovrebbe recepire parte dei contenuti del piano. Le imprese che investiranno in ricerca e sviluppo potranno avvantaggiarsi di un credito d’imposta al 90 per cento. "Dobbiamo arrivare a deficit zero nel 2014 e dal 2015 dobbiamo ridurre la montagna del debito pubblico - ha assicurato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi - il ventesimo per la parte superiore al 60 per cento". Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha assicurato che negli interventi fatti dall’esecutivo "non è stato lasciato nessuno indietro" per garantire la spesa "per il sociale, le pensioni, la sanità".

La riforma fiscale tra le priorità Tra le priorità del governo, rientra la riforma fiscale che verrà attuata "spostando l’asse del prelievo dall’imposta diretta all’imposta indiretta". Nel Piano Nazionale per le Riforme, oggi all’ordine del giorno del consiglio dei ministri, si legge che la riforma verrà attuata secondo quattro direttrici. La prima, secondo un principio di "progressività", ossia a seconda della capacità contributiva; la seconda, secondo un principio di "neutralità" ossia senza discontinuità; la terza seguendo il principio della "solidarietà" (ossia a seconda del "reale bisogno" delle famiglie); la quarta secondo un principio di "semplicità". In questo senso, rientra anche l’obiettivo di ridurre il numero delle leggi. "Oltre il 50 per cento del debito è posseduto dai cittadini che sono creditori verso lo Stato quindi in sostanza noi abbiamo una Stato indebitato ma dei cittadini benestanti - ha ricordato il Cavaliere - ecco perché l’Italia è all’ultimo posto in Europa per il debito pubblico, ma diventiamo il secondo Paese in Europa per solidità e benessere dopo la Germania se facciamo l’aggregazione del debito pubblico con quello privato".

Un piano ad alta intensità politica Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti ha ricordato che "con oggi inizia il semestre europeo". "Con aprile tutti gli Stati europei iniziano il loro semestre europeo che è un esperimento non tecnico, non economico è politico - ha continuato il titolare del dicastero di via XX Settembre - non potevamo continuare con un mercato comune e una moneta comune e 27 politiche diverse". Nel corso della conferenza stampa al termine del Cdm, Tremonti ha precisato che "è una cosa che ha altissima intensità politica". Il ministro ha spiegato che "sono undici le priorità" indicate dal piano. "Ci sono le cose che noi riteniamo possano essere focalizzate da subito", ha spiegato Tremonti precisando che "una è la riforma fiscale che sarà costruita in base allo schema scritto nel documento".

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