Berlusconi: "Il condono? Dopo la riforma fiscale"

Berlusconi: Il condono? Dopo la riforma fiscale
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19 Febbraio Feb 2013 19 febbraio 2013

Il Cavaliere sicuro della solidità dell'alleanza con Maroni: "Siamo amici da anni". E su Monti: "A Palazzo Chigi per un mezzo golpe"

Il condono tombale si farà. Ma solo dopo "una profonda riforma del sistema fiscale". A ribadirlo è Silvio Berlusconi che, ai microfoni di Rainews, aggiunge: "Su questo tema, dalla sinistra ho ascoltato discorsi di un moralismo assurdo". Quel che sembra certo, però, è che se il Pdl dovesse andare al governo, "restituiremo l’Imu ai cittadini che l’hanno pagata, entro il maggio 2013. Si tratta di circa 4 milioni di euro", come ha confermato l'ex premier a Mattino Cinque.

Fin dal primo Consiglio dei ministri, inoltre, un eventuale governo del Pdl delibererà "la moratoria di un anno dei pagamenti arretrati che gravano sulle piccole e medie imprese per debiti con il fisco", a cui si aggiungeranno via via provvedimenti per l’impignorabilità dei macchinari utili al lavoro e della prima casa, per l’eliminazione degli interessi, delle multe e degli oneri aggiuntivi nelle cartelle esattoriali e per l'abolizione dell’obbligo "per il contribuente di pagare in anticipo un terzo degli importi richiesti per il pagamento delle tasse se decide di fare causa al fisco". Insomma, conclude, "è necessario cambiare Equitalia e far fare allo Stato un passo in più verso i cittadini". Per questo già da ieri è nato il sito fiscoamico.pdl.it che spiega in 5 punti la rivoluzione fiscale messa a punto dal Pdl.

Il Cavaliere è anche certo che l'alleanza con la Lega Nord sia solida: "È impensabile che Roberto Maroni faccia uno sgarbo nei confronti del Pdl", ha detto ricordando l'abbraccio di ieri sera a Milano, "Siamo amici da anni e abbiamo sempre avuto un rapporto costruttivo e leale. Non c’è possibilità di distinguo tra noi e la Lega sul governo". E, tornando sulle dichiarazioni di ieri quando ha detto di poter far cadere la giunta di tre Regioni, ha chiarito: "Ho solo spiegato che, se ci fosse un divorzio in sede nazionale, la stessa cosa avverrebbe al Nord nei governi regionali. Ma questa cosa in realtà non esiste perché ho risposto solo a chi mi poneva delle domande maliziose".

Parlando poi del governo uscente, Berlusconi ha aggiunto che "non ha fatto nulla ed è stata una mascalzonata del professore dire che l’Italia era sull’orlo del collasso". E ha raccontato come sono andare le cose a novembre 2011, quando si è dimesso da Palazzo Chigi. L'allora premier avrebbe "subìto una forte pressione dal capo dello Stato" perché lasciasse il suo posto e favorisse la nascita del governo Monti. In quel momento, tra l'altro, "gli italiani sono stati imbrogliati dai giornalisti e dalla loro informazione perché sono stati anche loro responsabili di un mezzo golpe".

Nessuna preoccupazione, nonostante le incognite del meteo e degli indecisi, per quanto riguarda il voto di domenica prossima. "Va tutto bene. Stiamo vincendo", ha detto il leader del Pdl, "la sinistra è sulla corsia di emergenza, sta molto male". A chi non ha ancora scelto un candidato, poi, Berlusconi ricorda che "votando la sinistra si troveranno a scegliere tra due persone amatissime come Prodi e D’Alema per la Presidenza della Repubblica, per il mantenimento dell’Imu, per l’aumento dell’Iva e per una patrimoniale sui risparmi degli italiani".

Con Grillo, invece, ci sarebbe una "balcanizzazione del Parlamento" in quando i candidati del M5S "dalla sinistra estrema, dai centri sociali e dai comitati No Tav".

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