Chiusa in un convento Così è rinata Lola Falana

Chiusa in un convento Così è rinata Lola Falana
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12 Giugno Giu 2014 12 giugno 2014

Loletha Eline Falana nasce a Camden l'11 settembre del 1942 da un padre cubano e dalla madre americana. Il padre per amore lasciò in giovane età, all'inizio degli anni trenta, l'isola sudamericana per andare a vivere a Philadelphia per seguire la moglie. Così nacque Loletha che trascorse gran parte della propria giovinezza nella città americana. Alta, bella e slanciata Loletha non mise molto per farsi notare e immediatamente si distinse per avere, oltre a delle doti fisiche notevoli, una capacità e sensibilità artistica particolare. Il canto e il ballo da sempre sono stati le passioni di Loletha che iniziò a cantare nella parrocchia della chiesa di Philadelphia.
Da lì a poco fu immediatamente notata da uno dei più grandi artistiti americani, Sammy Davis jr che intuì le doti di Loretha e la fece debuttare a Brodway in uno spettacolo «Golden boy» che dal 1964 in poi ebbe un grandissimo successo. Intanto Loretha debuttò anche come cantante e a soli 24 anni venne notata da alcuni talent scout italiani. Immediatamente fu fatta sbarcare nel nostro paese e divenne per tutti «la Venere Nera» della televisione italiana. La sua avvenenza e la sua sensualità divennero ben presto icone di un periodo nuovo delle trasmissioni d'intrattenimento nella nostra televisione. Era il periodo in cui iniziavano ad arrivare talenti d'oltre oceano; da Don Lurio a Rocky Roberts passando per Loretha che, divenne per tutti Lola Falana.
Una regina del sabato sera dove i suoi balletti e le canzoni inchiodavano centinaia di migliaia di famiglie d'italiani. Così nel 1967 Lola Falana diventò una delle star del programma «Sabato sera», un contenitore culto, che aveva nella regia di Antonello Falqui e Maurizio Jurgens.
Lola ballava e cantava in coppia con don Lurio e con Rocky Roberts accompagnata dalle musiche di Bruno Canfora mentre la trasmissione veniva magistralmente condotta da Mina in accoppiata con Luttazzi. Lola rappresentava in quel periodo quell'avvenenza nuova, da poco conosciuta per il nostro paese; ballava con la leggerezza di una piuma e cantava «sono una donna dalla cima dei capelli al profumo della pelle». Insomma alla giovane «Venere nera» non mancava proprio nulla per evocare nell'immaginario collettivo italiano l'icona di femmina fatale. Venti milioni erano i telespettatori che ogni sabato s'incollavano alla televisione e per molti di questi uomini Lola Falana era sicuramente la donna del desiderio.
La carriera di Lola va avanti e prosegue così come la sua vita proiettata sempre di più verso il successo personale e la notorietà. Torna negli Stati Uniti nel 1970 Lola Falana per girare un film con la regia di William Wyler dal titolo «il silenzio si paga con la vita». Per questa interpretazione Lola nel 1971 fu candidata al Golden Globe e sempre in quell'anno poserà senza veli per un servizio fotografico su Playboy. Sono gli anni del matimonio con Feliciano Tavares un musicista leader dell'omonimo gruppo Tavares, seguito dopo pochi anni dal divorzio. La vita scorre rapida per la bellissima «Venere nera» che vive e lavora dividendosi tra gli Stati Uniti e l'Italia.
Fino a quando nel 1987 a Lola è diagnosticata la sclerosi multipla. Lola si avvicina alla preghiera e decide di andare a Medjugorie e dove racconta che un giorno sentì la presenza di Dio accanto a se «sentii succedere qualche cosa alla base della testa, una calda sensazione spostarsi lungo il braccio lentamente. Da quel momento migliorai sempre di più ed oggi sono perfettamente guarita». Fu così che Lola Falana alla fine degli anni sessanta e negli anni settanta venne condotta sempre di più verso una strada di devozione e di fede. Lei che era stata educata alla confessione episcopaliana incominciò ad abbracciare completamente la fede cattolica. Oggi a chi le chiede riguardo la sua vita passata la Falana risponde «prima pensavo al mio futuro, e alla mia vita come artista; ora penso alla mia vita come serva di Dio; tutto ciò che faccio ha uno scopo perché vivo per servire il Signore e di questo sono estremamente felice».
Così Lola Falana vive oggi in un monastero di clausura alle porte di Las Vegas raccontando a chi incontra e che non ha avuto, come lei, il dono della fede di guardarla perché dice se «sono perfettamente guarita è perché non ho mai dubitato di Dio».
@terzigio

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