Ecco come risparmiare sulle spese per la casa

Ecco come risparmiare sulle spese per la casa
Inside Over
2 Settembre Set 2014 02 settembre 2014

Dall'ascensore al mutuo: così è possibile tagliare i costi anche del 50%

Risparmiare e vivere meglio in condominio si può, anche in tempo di crisi. Una boccata d'ossigeno per l'80% degli italiani (20 milioni di famiglie) alle prese con assemblee, regolamenti, preventivi e, soprattutto, spese in continuo aumento arriva da «Saldi in condominio» (www.ilmiolibro.it) , in cui un amministratore di lungo corso, Francesco Chiavegato, mette a disposizione la sua ventennale esperienza per tagliare i costi anche del 50%. «La parola saldi - spiega l'autore- ha molti significati: ribassi, quindi diminuzione delle spese, ma anche quote a credito o a debito alla fine della gestione, quindi parliamo dei saldi di bilancio e del conto corrente. Dalla banca, infatti, passano obbligatoriamente i soldi versati dai condomini per far fronte alle spese correnti o straordinarie. Infine, saldi, ovvero tirare le somme: in questo caso, della legge 220 del 2012, la famosa riforma del condominio».

Al risparmio è dedicata tutta la prima parte del volume, con vari argomenti che spaziano dal tetto alle fondamenta. Qualche esempio? L'ascensore, per cominciare: per risparmiare sui costi senza rinunciare all'indispensabile livello di sicurezza, è bene evitare la trappola dei contratti pluriennali, puntando invece sulla rinegoziazione del canone di manutenzione anno per anno. Un altro «trucco» per risparmiare è diretto al popolo dei mutui, ovvero la stragrande maggioranza dei proprietari di casa: utilizzare l'assicurazione condominiale per integrare la pratica di finanziamento, in modo da pagare una sola polizza anziché due. É sufficiente far inserire un'appendice integrandola con la clausola del vincolo fino al massimale dei millesimi di proprietà individuale: le clausole che interessano alle banche sono quelle relative all'incendio ed accessori.

Capitolo a parte, l'assemblea: croce e delizia dei condomini, che spesso la disertano. Scelta sbagliata, perché, come ricorda l'autore, il condominio è equiparabile a una società, anzi in molti Paesi lo è anche dal punto di vista legale. Fondamentale è quindi il ruolo dell'amministratore: una categoria che gestisce di fatto il 2% del Pil italiano. «Una figura che andrebbe resa più autorevole, modificando la riforma del condominio, e coinvolgendo anche gli enti locali - sottolinea Chiavegato -. L'esempio viene da Padova, dove funziona da più di un anno il primo tavolo tecnico, nato dall'accordo tra il Comune e l' Anaci, l'associazione degli amministratori, per gestire in condivisione i “casi difficili”, dai rumori molesti alle liti condominiali, dando la possibilità di interventi immediati e spesso risolutivi».

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