"Ecco perché le nostre matite possono essere delle bombe"

Ecco perché le nostre matite possono essere delle bombe
8 Febbraio Feb 2015 08 febbraio 2015

Il grande disegnatore Bruno Bozzetto partecipa alla mostra 'Siamo tutti Charlie!': "Non saper sorridere di sé pone una civiltà su un gradino inferiore"

Un fortino con le mura di matite in cima ad una collina verde da cui esce la bandiera «freedom», libertà, e, sotto, una schiera urlante di arabi che impugnano kalashnikov e spade. Non è certo un'immagine docile quella con cui Bruno Bozzetto, illustratore e soprattutto creatore di lunghi e cortometraggi di cinema d'animazione dal sapore ironico e satirico (vedi «Un Oscar per il Signor Rossi» o «West and Soda»), partecipa alla mostra «Siamo tutti Charlie!», fino al 15 marzo allo spazio Wow-Museo del Fumetti di viale Campania 12.

L'esposizione raccoglie i lavori realizzati ad hoc da più di 200 autori che hanno voluto omaggiare i colleghi uccisi a Parigi nell'attentato subito nella redazione del giornale satirico Charlie Hebdo. Si vedranno i disegni di Silver, Leo Ortolani, Adriano Carnevali, Sio, e di altri oltre che di Bozzetto a cui abbiamo chiesto che ruolo abbia il disegno satirico davanti a fatti come quello accaduto a Parigi.

Cosa vorrebbe dire alla redazione di Charlie oggi, dopo l'attentato?

Che sono stati coraggiosi, bravi.

Perché secondo lei un disegno riesce a portare ad uccidere delle persone?

Quanto è accaduto sottolinea la mancanza totale di umorismo da parte di una civiltà: il fatto che certe persone non capiscano che si deve anche saper ridere di se stessi le pone immediatamente ad un gradino più basso. Sono gravemente indietro.

Ma la satira deve necessariamente essere provocatoria?

Sì, per fare vera satira si deve provare odio, vero rancore, fastidio. Io non sono propriamente di questa tempra, infatti faccio più cinema d'animazione, che è un linguaggio un po' diverso. Il disegno sa davvero far riflettere. Pone delle domande, stimola dei pensieri.

Sì, lei dice di non essere troppo provocatorio, ma quella che ha portato al Wow non è una vignetta tanto tenera.

Ne ho disegnate diverse e quella mi pareva la più completa, adatta per questa mostra. Siamo accerchiati dalle matite, che ci difendono dall'esterno. Voglio far notare il forte potenziale che il disegno ha. Può commentare, a modo suo, gli accadimenti. E per certe persone è più potente di una bomba. Eppure, davvero, altri artisti sono ben più provocatori di me.

Chi, ad esempio, in Italia?

Bè, Forattini sicuramente, anche se lui comunque ha sempre un sorriso. Quello più cattivo per me è Vauro.

Nei paesi di religione musulmana come si esprime la satira?

Non può esprimersi. Io ho tanti amici in Iran, sono spiritosissimi e davvero d'avanguardia, ma non possono pubblicare lì.

Vede qualche soluzione a questa situazione di soffocamento della libertà in nome della religione?

Ci sono dei musulmani liberi, onesti. Credo che la cosa debba partire da loro, devono essere questi a ribellarsi contro ciò che una minoranza così aggressiva sta facendo. In questo senso sembra che finalmente forse si stia iniziando a muovere qualcosa.

E se, invece, attaccassero nei prossimi giorni anche lo Spazio Wow e la vostra mostra di solidarietà verso Charlie?

Sarei deluso da un comportamento tanto primitivo. Gli uomini sono il tumore della terra. Siamo in troppi, sempre di più, e siamo come topi in gabbia. Se non la smettiamo di litigare su questioni così ampie non so dove finiremo: la vita è bella, bisogna andare d'accordo, dialogando. È giusto affrontare temi importanti, ma con un po' d'ironia e di apertura! Il mondo del disegno vorrebbe poter instaurare dialogo e quindi poter anche essere un segno di pace scaturita dal confronto delle idee.

Info: 02 49524744/45 - www.museowow.it – Ingresso libero Orario mostra: da martedì a venerdì, ore 15.00-19.00; sabato e domenica, ore 15.00-20.00

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