Un dado tradisce Vettel. Kimi tradisce la Ferrari

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22 Giugno Giu 2015 22 giugno 2015

Doppietta Mercedes. Seb getta il podio per un bullone spanato. Massa 3° Davanti a Marchionne il finlandese slitta e sbatte contro Alonso. Paura

Se in Canada arriva il tuo presidente, fra l'altro tipo non proprio morbido e amorevole, e ti giri al tornantino facile facile e butti via un podio comodo non va mica bene. Se poi la gara dopo, cioè ieri, il tuo presidente ritorna a far visita al team e prima del via dice «il futuro di Kimi è nelle sue mani» e tu sei Kimi e a metà del primo giro perdi di nuovo il controllo e ti spatasci con e sotto Alonso rischiando la pelle tua e quella dell'altro, allora non solo va mica bene, ma il problema è grande e grosso.

Kimi Raikkonen è praticamente un ex della Ferrari. Lo sarà a fine anno. Se il buon senso prevarrà a Maranello. E se Nico Hulkenberg, ieri sesto con la Force India e una settimana fa primo alla 24 Ore di Le Mans con la Porsche, avrà ricevuto indietro tutto quanto gli era stato tolto quando la Rossa si fece a lungo accarezzare da lui, anno 2013, per poi piantarlo via essemmesse per sposare Raikkonen.

Questo il Kimi visto in Austria, mentre Rosberg andava a vincere ed Hamilton a rosicare secondo. Soprattutto mentre quel povero cristo iper medagliato di Seb Vettel vedeva la sua gara e il terzo posto sicuro finire alle ortiche per colpa di un dado maledetto: posteriore destra, primo pit. «Capita però sento che siamo un po' più vicini alle Mercedes...». «Un dado spanato e un altro podio buttato» dirà più secco Arrivabene, riferendosi a Kimi che in Canada era terzo e opplà testacoda al tornantino. Quindi un po' di parole del boss della Rossa per motivare i suoi come è giusto che sia perché «è la seconda gara di fila senza podio e la pressione non deve creare confusione. Ai ragazzi dico avanti e non fermatevi».

Morale. Nel mondiale Nico dista ora 10 punti da Lewis, il conto delle vittorie stagionali è 3 per il tedesco e 4 per l'inglese e se la Mercedes ci farà la grazia di non blindare la classifica potremo vedere un bel duello fratricida. Con la Red Bull in crisi tecnica per via dei motori Renault ma anche per colpe proprie, la Ferrari se la vedrà per il podio con la Williams che con paperino Massa, ieri, ha meravigliosamente difeso dagli assalti ferraristi un terzo posto ricevuto per grazia ricevuta dagli stessi ferraristi.

Pistolotto a parte merita però la Red Bull: davvero pessima la figura che il team sta facendo continuando a sfottere e accusare la Renault per la mediocrità del motore. Talmente sgradevole che Marchionne farebbe bene a pensarci due volte prima di offrirsi (come ha fatto ieri) come fornitore di propulsori agli austroinglesi. A meno che, e sarebbe bellissimo, non parlasse come presidente della Ferrari ma della FCA e per motore pensasse a quello della Panda. Se lo meriterebbero.

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