Obama e i mille miliardi di dollari per un nuovo arsenale nucleare

Obama e i mille miliardi di dollari per un nuovo arsenale nucleare
19 Gennaio Gen 2016 19 gennaio 2016

Il primo step è già in atto e prevede l’aggiornamento delle B-61. Le basi italiane di Ghedi ed Aviano dovrebbero ospitare complessivamente dalle 30 alle 50 bombe nucleari B61

Mille miliardi di dollari. Questa la stima dell’investimento, spalmato su trent’anni, del nuovo programma di ammodernamento dell’arsenale atomico voluto dal presidente Barack Obama. Il primo step è già in atto e prevede l’aggiornamento delle B-61. Le basi italiane di Ghedi ed Aviano dovrebbero ospitare complessivamente dalle 30 alle 50 bombe nucleari B61. Le sei basi della NATO (Belgio (Kleine Brogel AB), Germania (Buchel AB), Italia (Aviano e Ghedi AB), Paesi Bassi (Volkel AB), e Turchia (Incirlik AB) ospitano circa 180 bombe nucleari americane B61 Mod-3,-4,-7,-10. La bomba nucleare B61-12 è stata progettata per essere trasportata dal caccia tattico F-35. Le 180 testate B61 dislocate nelle sei basi in Europa, secondo il concetto politico della condivisione nucleare, saranno riconvertite alla versione Mod-12 entro i prossimi tre anni (dagli 8 ai 12 miliardi di dollari, fondi già stanziati). La B61-12 rappresenta un unicum nel panorama delle armi tattiche. Con una precisione di 30 metri dall’obiettivo richiede solo una testata da 50 kilotoni (una potenza più accettabile e con minori effetti collaterali). Ciò significa maggiore accuratezza ed un nuovo impiego sul campo di battaglia. Il rendimento detonante di una testata da 50 kilotoni, in un raggio di 30-68 metri, è assolutamente necessario per polverizzare ogni tipo di bunker fortificato. Le B61 introducono il concetto noto come "Dial-a-yield". Ogni bomba ha una potenza regolabile: da un massimo equivalente di 50.000 tonnellate di TNT ad un minimo di 300. L’impiego sul campo di battaglia, quindi, può essere personalizzato a seconda dell’effetto desiderato e dell’obiettivo. Gli upgrade saranno completati entro la fine del 2018, pena il deterioramento delle testate più obsolete (quelle cioè dislocate in Europa) per un totale di 500 testate Mod-3, 4, 7 e 10 da riconvertire.

Con le nuove modifiche, le bombe potranno essere utilizzate con maggiore “facilità” dai comandanti sul campo. Pur non essendo tecnicamente una nuova arma, l’aggiornamento del Pentagono trasforma l’attuale inventario nucleare “stupido” (cioè a caduta libera) in “intelligente”, in sistema d’arma, cioè, a guida di precisione. Da rilevare che proprio in Europa, la B-61-12, potrà essere trasportata esclusivamente dagli F-35. Gli F-16 ed i Tornado, infatti, a causa di alcune incompatibilità tra i sistemi, non potrebbero lanciare le nuove Mod-12. Il punto è che il programma di ammodernamento nucleare degli USA prevede lo sviluppo di altre cinque nuove testate atomiche con potenza scalare. Il concetto “Dial-a-yield" non va frainteso. La resa esplosiva relativamente “piccola”, rende più “facile“ l’impiego di un’arma atomica intelligente. Nonostante gli Stati Uniti stiano proponendo lo slogan di un mondo libero dal nucleare, Russia e Cina hanno già espresso le proprie perplessità. Mosca considera le B61-12 'irresponsabili'. Pechino, invece, ha espresso le proprie preoccupazioni per un tale asset di punta. Il fatto è che gli USA, sperano di non utilizzarle mai. Le B-61, infatti, dovrebbero rappresentare un deterrente nucleare ritenuto in grado di dissuadere anche gli stessi alleati dallo sviluppare armi nucleari “fatte in casa”. Gli americani prevedono l’integrazione della B61-12 anche sulle portaerei, rispolverando il concetto della “doppia capacità”. Il governo americano, ad oggi, prevede la possibilità di dotare gli F-35A basati a terra di armi nucleari, ma anche l'F-35C potrebbe ricevere le medesime capacità come una "manifestazione visibile dell'impegno degli Stati Uniti nel proteggere i propri alleati”. Secondo ‘Il Progetto Atom’ “l'America ha bisogno di svariati ordigni nucleari: da quelli a basso rendimento alle armi nucleari tattiche fino ad arrivare alle armi di distruzione di massa”. A partire dal 2020, la NATO potrebbe disporre di un caccia tattico di quinta generazione a bassa osservabilità (l’F-35) dotato di armamento nucleare intelligente con potenza scalabile.

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