"In Germania non esiste libertà di espressione"

In Germania non esiste libertà di espressione
24 Maggio Mag 2016 24 maggio 2016

Parla Akif Pirincci, famoso scrittore di origini turche che è stato escluso dalla vita mediatica tedesca per avere criticato la Cancelliera, l'immigrazione e la coseddetta teoria gender

Sul volto porta dei grandi occhiali da sole scuri, che gli coprono gli occhi piccoli e neri. I quali guardano ininterrottamente all’orizzonte, nel vuoto, come se stesse riflettendo. La carnagione olivastra mostra le sue origini turche, anche se lui dice di “identificarsi totalmente nella mia patria tedesca”. Tra le labbra ha sempre una sigaretta, che appena finisce butta via per accenderne immediatamente una nuova. Nella mano sinistra impugna saldamente un bicchiere di vino rosso, in quella destra una penna con la quale firma le copie che i suoi lettori gli chiedono di autografare. “Grazie per il suo coraggio, per tutto quello che sta facendo per noi e per la Germania” gli dice una signora sulla mezza età stringendogli calorosamente la mano. La fila di lettori che lo sono venuto a trovare è interminabile. Nonostante si trovi in un Paesino di 100 anime sperduto nelle campagne sassoni, lontano da ogni città, e che la stazione dei treni più vicina sia a 10 kilomerti di distanza. Seduto dietro ad un tavolo, nell’angolo di un giardino fiorito, tra un autografo e l’altro parla con me e racconta della sua vita. Dal successo travolgente fino al totale isolamento.

Akif Pirincci è uno dei più famosi e controversi scrittori di lingua tedesca degli ultimi decenni. Nato a Istanbul nel 1959, si trasferisce all’età di 10 anni in Germania. Dopo avere studiato cinematografia, negli anni 80 ha iniziato a scrivere romanzi gialli diventando una delle penne più apprezzate dell’area tedescofona. Il suo carattere estroverso e la sua parlantina provocante lo hanno fatto diventare uno dei più seguiti sopiti delle trasmissioni televisive, dalle quali era regolarmente invitato. Fino a quando, qualche mese fa, è stato totalmente bandito dalla vita accademica del Paese a seguito di un suo discorso tenuto a Dresda dal palco di Pegida, acronimo di “Patrioti Europei contro l’Islamizzazione dell’Occidente”. In quell’occasione Pirincci paragonò l’attuale sistema tedesco ai campi di concentramento, generando una immediata reazione emotiva che, seppur non perseguibile penalmente, indusse tutti i media e gli editori nazionali a troncare ogni rapporto con lui.

Già da alcuni anni Pirinnci iniziato a criticare aspramente il governo tedesco, la Cancelliera Angela Merkel, l’immigrazione di massa e la cosiddetta teoria gender. Tramite un suo libro uscito nel 2014, intitolato “Deutschland von Sinnen” (La Germania delle anime) è stato uno dei primi autori “a criticare il sistema dal suo interno” come lui stesso ama dire. In modo particolate Pirinnci sostiene che la libertà di espressione e di opinione non sarebbe garantita in Germania. E che la sua storia ne sia l’esempio lampante. Oggii suoi libri sono pubblicati solo da Antaios, una piccola e poco conosciuta casa editrice di destra, nessun giornale si sognerebbe più di ospitarlo.

“Sono stato completamente isolato. Le case editrici hanno stracciato tutti i contratti che avevamo firmato, tutte le librerie del Paese hanno bandito i miei libri, nessun programma televisivo mi ha mai più invitato come ospite. I miei libri non si trovano più da nessuna parte, neanche su internet. Eppure continuano a vendere più che mai. Vengo continuamente invitato a presentarli in giro per tutta la Germania e ogni volta ne vanno via a centinaia. Le persone osservano e vedono che quello che il sistema tedesco sta facendo con me non è diverso da ciò che Hitler faceva coi libri a lui sgraditi. Solo che ai miei non viene dato fuoco, ma ne viene impedita la distribuzione.

Eppure in molti dicono che i suoi libri vadano banditi perché esprimono contenuti razzisti e antidemocratici. Gli stessi contenuti che La accusano di avere esposto dal palco di Pegida, quando ha paragonato l’attuale sistema tedesco a quello dei campi di concentramento…

Se quello che ho detto o scritto fosse come dicono dovrei essere continuamente processato e condannato. E invece non c’è un solo provvedimento inoltrato nei miei confronti, a testimonianza che nulla di ciò che abbia mai espresso sia lesivo per la legge tedesca. E’ lesivo invece per l’establishment che prendo di mira. Il quale per questo già da anni cercava di farmi fuori. Chi pensa che la mia esclusione sia la conseguenza delle parole che ho detto dal palco di Pegida si sbaglia. Tutto ha avuto inizio con la pubblicazione di Deutschland von Sinnen, il mio primo libro di critica sul sistema tedesco. E’ un libro non convenzionale, perché per la prima volta viene criticato un sistema da parte di una persona, cioè il sottoscritto, che ne era parte. E che per criticarlo uso i toni drastici, graffianti e pop tipici della letteratura di sinistra. I libri che prima di me avevano attaccato l’establishment provenivano da ambienti di destra che, per mostrare di essere competenti, utilizzavano forme estremamente seriose e noiose. Io ho usato un linguaggio semplice per lanciare messaggi che sono entrati nelle case dei tedeschi medi, i quali non potevano avere nessun pregiudizio anti-razzista nei miei confronti, perché sono turco. I miei libri hanno iniziato a vendere più che mai, ma incredibilmente amazon ha deciso far cessare le vendite. Io ho risposto pubblicando altri due libri dello stesso tipo e a poco a poco sono stato messo ai margini. Fino alla totale esclusione avvenuta dopo il mio discorso per Pegida. Per fortuna ho già fatto la mia carriera e messo via abbastanza soldi per non dover scendere a compromessi e poter dire la verità.

Parliamo dunque dei contenuti dei suoi libri. In essi Lei nega ripetutamente che in Germania la libertà di opinione e di espressione sia garantita. Al contrario, le istituzioni politiche e i grandi media, sia di destra che di sinistra, ripetono in continuazione che questo Paese sia un baluardo di difesa delle libertà democratiche.

La libertà di espressione in Germania è una presa in giro. Nei miei libri dico chiaramente che essa non esiste più, come non esiste più alcuna differenza tra la destra e la sinistra nè nessuna linea di demarcazione tra i media e i partiti. Negli anni 70 ricordo che i giornali erano sempre contro il governo. Oggi questo paradigma si è ribaltato. Basta leggere un qualsiasi quotidiano nazionale, sia di destra o di sinistra, per notare subito come ognuno di essi sia favorevole a prescindere alla linea del governo, composto non a caso a sua volta partiti sia di destra che di sinistra. Partiti politici e grandi editori si sovrappongono al 90per cento, chi voglia scrivere qualcosa fuori dal coro viene tagliato fuori. Non conviene farlo. E la mia storia ne è l’esempio lampante.

Eppure la Germania è il Paese al mondo che forse più di tutti ha subito un processo di profonda democratizzazione e di adesione alle libertà in senso occidentale. Un processo che Thomas Mann ha definito di “sgermanizzazione della Germania”, in quanto la cultura tedesca era da sempre antagonista rispetto ai valori dell’occidente liberale. Quasi tutti gli osservatori considerano quello tedesco un esperimento democratico e liberale pienamente riuscito. Dove e quando nascono le illibertà di cui parla?

La Germania è stata e sta venendo sgermanizzata. La cultura tedesca viene considerata colpevole, intrinsecamente cattiva e inevitabilmente avversa alla democrazia occidentale. E questo sta portando non a maggiore libertà come ci vogliono far credere, ma alla considerazione del cittadino tedesco come un Untermensch, un subumano. I tedeschi e la loro cultura vengono schifati come conseguenza di questo processo di finta democratizzazione, al loro posto viene sacralizzata la figura del migrante. Che in quanto tale è a prescindere una persona buona, intelligente e competente, il modello di essere umano ideale col quale sostituire il subumano tedesco. A partire dai primi anni 80 è stata diffusa questa assurda idea, soprattutto da parte del partito dei Verdi, che tutto che tutto ciò che venga da fuori sia un sogno e che per questo bisogna importare più cose possibili. Comprese le persone e le culture. E così, a furia di demonizzare i tedeschi, questi stanno venendo sostituiti dai migranti. Nessuno riconosce apertamente che la grandezza della Germania è dovuta alle qualità dei tedeschi. Eppure è evidente che più questi scompaiono più il Paese cade nel caos. In Umwandlung, il mio ultimo libro in cui tratto del fenomeno della grande sostituzione, riporto i dati dei quozienti intellettuali delle nazionalità che stanno arrivando in Germania. Sono decine di volte inferiori di quelli dei tedeschi. Una Germania abitata da soli migranti sarebbe disastrosa.

Come fa a dire che i non-tedeschi siano meno intelligenti dei tedeschi a prescindere, quando Lei stesso tedesco non lo è? Se lo chiedono in molti…

Glielo spiego subito. Chi arriva in Germania deve volere raggiungere il livello dei tedeschi e per farlo deve fare una fatica incredibile. Quando sono arrivato avevo 10 anni e i miei genitori hanno dovuto lavorare tantissimo per colmare la discrepanza che ci divideva dai tedeschi. Le leggi vigenti al tempo erano simili a quelle che oggi adotta il Canada. Hanno dovuto trovare il posto di lavoro quando erano ancora in Turchia. Il giorno dopo il loro arrivo sono andati al lavoro e si pagavano da solo l’affitto. Gli immigrati di oggi hanno invece tutto pagato dai dei contribuenti, non sono incentivati a lavorare e sentono dire dalla Merkel che “le porte sono aperte, tutti sono i benvenuti”. Tanto lei continuerà a vivere nel suo mondo, non pagherà un soldo di tasca sua. Continuerà invece ad essere l’espressione di una classe politica e mediatica privilegiata e lontana dalla realtà.

Recentemente il Ministro del Lavoro tedesco Johanna Wanka ha detto, forse provocatoriamente, che l’unico settore in cui la produttività tedesca è in calo è quello della natalità e che per questo l’accoglienza dei migranti riveste una funzione non solo umanitaria ma anche economica e sociale. Sembra quindi che il futuro che la classe dirigente tedesca ha in mente per la Germania sia opposto rispetto a quello che ha Lei…

Lo è. E sarà un disastro. I politici come la Merkel e la Wanka non sono solo in malafede, ma anche incompetenti. L’immigrazione è una cosa seria che io ho vissuto direttamente sulla mia pelle. Servono regole certe e severe, non le prese in giro sentimentaliste che vediamo tutti i giorni. Il governo tedesco dipinge l’arrivo dei migranti come un bel gioco da mostrare ai cittadini-bambini tedeschi. “Guardate che bello essere solidali con tutti, andiamo tutti alla stazione ad accudire i migranti che arrivano”. Organizza tutto come se fosse una festa. Quando la festa finisce, però, i tedeschi tornano a casa. I migranti invece rimangono e vivono di sussidi statali. E non se ne andranno. Staranno qui a fare figli finanziati dai soldi dei tedeschi dati loro dallo Stato. Mentre i tedeschi di figli non ne fanno più.

Nei Suoi libri Lei indica nel cosiddetto “inverno democratico tedesco” uno dei principali problemi, se non drammi. Come si spiega il fatto che le società dell’Occidente “non producano più figli”?

In Occidente non si fanno più figli perché l’educazione che si riceve insegna così. Io non vengo più invitato nei dibattiti televisivi soprattutto perché ho osato criticare apertamente dei presunti sociologi che sostengono la teoria gender, cioè che tra l’uomo e la donna non ci siano differenze. Per farlo usavo argomenti semplici ma efficaci. “Se l’uguaglianza tra l’uomo e la donna è totale mi spieghi allora come mai gli uomini non possono mettere al mondo dei figli”. Sa cosa mi è stato risposto? Che il 12per cento delle coppie tedesche non riesce ad avere figli e che quindi il 12per cento delle donne è sterile. “Se esistono delle donne che non possono avere figli" mi è stato risposto "allora perché non possono esistere degli uomini che invece possano farlo?” Questo denota una confusione mentale assoluta, la stessa confusione che si fa tra sesso e orientamento sessuale. Nell'assurdità della società di oggi ognuno pretende di poter essere ciò che vuole. Ognuno pretende di essere libero di fare ciò che vuole e che nessun altro possa porre limiti alla propria libertà. Secondo questa ideologia un figlio è allora il peggior limite alla libertà individuale, per questo viene trasmessa l’idea assurda che avere dei bambini sia qualcosa di sbagliato, perché limitano la libertà assoluta. Pensi che il Ministro della Famiglia, una donna, ha recentemente definito le nuove nascite come dei “casi”. I figli sono diventati un caso, come un caso è diventata la famiglia. Martellando con questi messaggi è stata cambiata la società e stanno facendo sparire i tedeschi.

La famiglia sarà un caso, Lei dice…

Lo è già. Una volta l’uomo lavorava per la famiglia. Oggi uomo e donna lavorano per metà dello stipendio rispetto ad un tempo e non hanno tempo di occuparsi dei figli. E anche quando ce l’hanno spesso preferiscono comprarsi un tablet nuovo per mettere le proprie foto su facebook. Non c’è un obiettivo finale nella vita, ma solo l’apparenza momentanea. Si va verso una società in cui uomo e donna vivranno in case separate, si troveranno una volta ogni tanti, faranno sesso e poi ognuno continuerà per la propria strada, a pensare a se stesso e alla propria individualità. Magari ogni tanto da questi incontri nasceranno anche dei figli, ma non all’interno di una famiglia.

Massimo Fini sostiene che nella società di oggi “il rapporto con l’altro sesso sembra più facile, ma vedo che i giovani hanno molte più difficoltà. La maggior parte delle donne, liberate dalla sobrietà che era loro caratteristica, sono diventate aggressive e spavalde nella proposta sessuale. Ciò spaventa molti maschi, tant’è vero che l’omosessualità aumenta vertiginosamente. Ma non solo. Negli uomini aumenta anche l’ansia, la paura e la passività, mentre diminuisce la loro virilità. Non è un caso, dunque, che quasi tutte le trentenni che conosco lamentino di non riuscire a trovare un compagno alla loro altezza”. E’ d’accordo?

Non so dirle se la diffusione dell’omosessualità coincida con la liberalizzazione dei costumi. Gli omosessuali ci sono sempre stati e tra di esse ci sono anche alcuni dei miei idoli, come Oscar Wilde. La differenza rispetto ad oggi è che una volta l’omosessualità non era un dibattito, ognuno faceva quello che voleva sotto le coperte e non ne si parlava. Oggi invece molti si atteggiano da omosessuali per fare carriera. E al contempo cala la virilità degli uomini, in nome di un presunto rispetto per le donne che però le donne stesse non amano. Quando sedussi per la prima volta mia moglie lei mi disse: “Tu non sei come i tedeschi”. Perché no? La avevo corteggiata, le avevo fatto bere qualcosa, avevo cercato di sedurla e lei mi aveva inizialmente respinto. Allora ho insistito e ho avuto ragione. Un tedesco medio, invece, di fronte a un rifiuto non avrebbe insistito in nome del “rispetto della donna”, quando in realtà spesso la donna ti rifiuta per metterti alla prova e sperando che tu non demorda. Il rispetto per le donne rende le donne stesse insoddisfatte dei propri uomini. Pensi che molti tedeschi temono di offrire la cena alla donna che corteggiano perché lo ritengono un atto sessista. Quando la donna non aspetta altro che un atto di cavalleria, vogliono che le venga trasmessa sicurezza. Che se non trova nel tedesco andrà a cercare altrove.

Molti uomini stranieri che giungono in Germania ritengono che i tedeschi con le donne siano impacciati. E spesso fanno della propria mascolinità l’elemento che permette loro di avere successo nel corteggiamento.

Capita spesso. E’ capitato a me e probabilmente anche a Lei. Alle donne piace quando qualcuno mostra apertamente di apprezzarle. Oggi però vi è un perbenismo dilagante. Se una donna si veste in maniera provocante l’uomo che la guarda viene accusato di essere sessista, quando se mai ad essere cpnsiderato sessista dovrebbe essere l’abbigliamento della donna. Di fronte alla dilagante perdita di virilità le tedesche guarderanno sempre di più a chi viene da lontano. E qui si entra in una nuova fase. Ci saranno infatti i nuovi immigrati che non hanno ricevuto l’educazione perbenista dei tedeschi e per i quali la famiglia è sacra. In questo contesto i tedeschi si estingueranno. Ma se oggi lo si dice apertamente allora si è dei nazisti.

@luca_steinmann1

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